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Ha debuttato al Teatro Gobetti di Torino il monologo "Malapolvere" di Laura Curino

C’è una polvere grigia, impalpabile e sottilissima che si posa sui tetti di Casale Monferrato, che ricopre gli antichi monumenti della città, che s’insinua ovunque e penetra in ogni fessura. Una polvere subdola e velenosa che a poco a poco toglie il fiato e porta con sé dolore, morte e paura proprio come un tempo aveva portato una vana illusione di benessere. A raccontare il dramma delle vittime dell’amianto e la tenace e coraggiosa lotta di una città che vuole reagire con forza e coraggio, a testa alta, è l’attrice Laura Curino, che porta in scena al Teatro Gobetti di Torino il monologo Malapolvere, ispirato dalla lettura dell’omonimo libro della giornalista casalese Silvana Mossano. Lo spettacolo, che ha debuttato in prima nazionale il 31 gennaio, verrà replicato fino a domenica 12 febbraio, vigilia dell’attesa sentenza del processo Eternit che si sta celebrando proprio a Torino. Appassionata narratrice di storie, la Curino, racconta questa dolorosa vicenda contemporanea dando voce ad alcuni elementi simbolici della città di Casale: una statua del Bistolfi, il monumento equestre di Carlo Alberto, la torre civica, la fontanella del Santo Spirito, il grande fiume Po e i canali Lanza e Mellana, che diventano cantori e coro di una storia che ha il respiro e i topoi della grande tragedia greca antica. Una narrazione struggente, appassionata e appassionante, una cantata laica permeata di grande poesia. Lo spettatore a poco a poco si lascia coinvolgere dal racconto, si stupisce, s’indigna e alla fine esce dalla sala con gli occhi lucidi. Alla replica di martedì sera, c’erano tanti giovani e molte persone commosse. Tra il pubblico abbiamo riconosciuto anche alcuni casalesi. Uno spettacolo da vedere e da rivedere, che ci auguriamo possa arrivare presto anche sul palcoscenico del nostro Municipale. Sarebbe un bellissimo regalo per la città. «Casale è il luogo dell’adolescenza, in questa città ho parenti, amici, persone a cui voglio bene. Da tempo volevo raccontare il dramma dell’Eternit, ma non sapevo come affrontare un argomento così delicato», ci ha detto Laura Curino che abbiamo incontrato in camerino al termnine dello spettacolo. «Questa è veramente una storia all’altezza della grande tragedia greca. C’è una coralità di voci: ci sono i personaggi della tragedia, ma anche il coro e i messaggeri. Una volta trovata l’idea di far cantare la città, sono andata ai meccanismi della tragedia greca attualizzandone la chiave: il dialogo tra il fiume e le acque ha dei motivi chiaramente riferiti all’ambito tragico “alto”, perché questa città, per trattare il suo problema, ha diritto al massimo dell’altezza in ogni campo: filosofico, politico, scientifico, così come in quello della poesia e della giustizia». La Curino descrive Casale come una città ferita che, con dignità, sa alzare la testa. «Casale è solidale con le città avvelenate di tutto il mondo, ma tutto il mondo deve essere solidale con Casale, perché solo così possiamo farcela e così possiamo anche affrontare la quotidianità senza rimandarla. Bisogna vivere bene e nella bellezza e Casale deve salvaguardare la bellezza delle persone e la bellezza dei suoi luoghi: la bellezza è un diritto. Ho voluto un finale che fosse affettuoso e vero. Un finale che, dopo la sentenza del processo, dovrò in parte modificare. La sentenza è importantissima, ma non vorrei che, dopo di essa, si spegnessero i riflettori sul dramma dell’amianto. Vorrei che tanti ci dessero una mano, magari anche solo togliendo una tettoia di eternit...». Lo spettacolo della Curino ha già richiamato l’attenzione delle più importanti testate giornalistiche e televisive nazionali, ma ne hanno parlato anche il quotidiano Le Monde e i periodici transalpini Le Point e Euronews. Di Malapolvere si sono occupati anche la Radio svizzera e la televisione francese France 3. Lunedì sera l’attrice ha proposto un breve brano del monologo nel corso del programma “L’infedele” di Gad Lerner e un servizio sarà messo in onda, prossimamente, a “La storia siamo noi” di Giovanni Minoli. A Silvana Mossano piace l’idea che il suo libro sia stato tradotto per le scene teatrali: «Laura Curino è l’interprete ideale per dare voce a questa tragedia e per portare in giro per il mondo le storie della malapolvere. Nelle pagine del mio libro non sono riuscita a togliere quel senso di angoscia che invece non si avverte nello spettacolo. Pur mantenendo una forte tensione, acquista leggerezza grazie alla poesia».

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