Un fondo per le ricerche sulla distrofia muscolare ricorderà Marco Sonaglia
Un fondo destinato a universitari impegnati in tesi o ricerche sulla distrofia muscolare ricorderà Marco Sonaglia, il giovane casalese morto lunedì all'ospedale Santo Spirito: aveva 41 anni, ed è morto per una pancreatite che lo ha colpito improvvisamente.
Lascia la mamma Bianca Rebora e il fratello Marcello, anche lui colpito dalla stessa malattia, che si è manifestata quando i due ragazzi avevano appena 7 e 5 anni e ed è inesorabilmente progredita riducendone la mobilità, costringendoli in carrozzella e immobilizzandoli progressivamente.
Due ragazzi dall'intelligenza viva e dalla grande tenacia, diplomati al Liceo Scientifico, poi iscritti all'Università (a Marco mancavamo pochi esami per la laurea in Lingue), che hanno continuato a mantenersi aggiornatissimi grazie al computer e hanno intessuto una fitta rete di amicizie. Ad esempio, con i volontari impegnati nella lotta alla distrofia muscolare, o con il personale che si avvicendava nel dare sostegno a una famiglia così duramente colpita. Dalle difficoltà dei due ragazzi, poi da quelle del papà Mario, colpito da una serie di ischemie e morto un anno e mezzo fa.
«Eppure, in quella casa, governata da mamma Bianca - dice chi frequenta i Sonaglia - si respira grande serenità. Persino in questi giorni di grandissimo dolore».
La malattia che nel giro di pochi giorni ha portato Marco è arrivata improvvisa, inaspettata, lasciando tutti sconvolti: soprattutto Marcello, che ha perso il fratello con il quale condivideva ogni momento. E che ha subito voluto lanciare l'idea di un'iniziativa per ricordare Marco. La presidente dell'Anffas, Giovanna Bevilacqua Scagliotti, ha accolto la proposta di aprire una sottoscrizione. Si può versare, fin da ora, sul conto postale n. 15125156 - Anffas Onlus Casale Monferrato, scrivendo, nella causale, «Fondo Marco Sonaglia».
(Nella foto, da sinistra, Marco e Marcello)
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In ricordo di Marco Sonaglia, da Bianca e Marcello:
Marco, un ragazzo buono,intelligente con capacità organizzative tali da gestire una malattia terribile che gli portava via ogni giorno un pezzetto di autonomia e che sapeva sopportare con grande coraggio senza lamentarsi mai.
Felice di quello che poteva fare ogni giorno insieme ai suoi numerosi amici che si avvicendavano intorno a lui .
“Marco è stato un esempio di vita per tutti noi “ ha detto l’amico Davide e questo è quanto pensiamo tutti .
Per colmare il grande vuoto che ha lasciato, tutti vogliono che il nome di Marco sia ricordato con un progetto concreto.