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  • 07 dicembre 2009
  • Casale Monferrato

«Meglio tornare in carcere che vivere con mia sorella e mio cognato». Albanese si presenta ai Carabinieri e chiede di essere arrestato

«Dove abito è peggio di una galera. Piuttosto che rimanere in casa con miei famigliari preferisco tornare in carcere». Questa la richiesta che un albanese di 34 anni, agli arresti domiciliari in un alloggio in piazzale dell’Aeronautica, ha avanzato ai Carabinieri ai quali si era presentato mercoledì scorso. Dopo essere stato condannato dal Tribunale di Chiavari a due anni per droga, Saimir Katiaj era stato rinchiuso in carcere. Ma il magistrato di sorveglianza di Genova aveva disposto che la pena fosse scontata nell’abitazione della sorella che abita a Casale con il marito. Così Katiaj si era trasferito nella nostra città dove ha già scontato nove mesi ai domiciliari: ne rimanevano tre ma la tensione in casa doveva essere tale da indurre l’albanese a tornare in carcere, piuttosto che continuare la convivenza. Alla base dei dissidi famigliari ci sarebbero questioni legate al mantenimento: marito e moglie lavorano e sarebbero costretti a mantenere anche Katiaj che invece non ha occupazione nè redditi. Dopo l’ultimo litigio l’albanese ha deciso che era meglio tornare in carcere. Mercoledì, poco prima di mezzogiorno, si è presentato alla caserma dei Carabinieri di corso Giovane Italia e ha fatto la richiesta. Lo hanno accontentato: è stato arrestato per evasione ed è finito in carcere a Vercelli in attesa del processo che sarà celebrato il 20 gennaio del prossimo anno.

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Samuele Mezzano

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