Dal Sobrero in Val d'Ayas alla ricerca delle tracce della cultura Walser
Un’interessante iniziativa del gruppo C.A.I. sezione giovanile di Casale Monferrato ha portato noi, alunni delle classi 4^A Liceo Tecnologico e 4^ e 5^ Periti Informatici dell’Istituto Sobrero, a trascorrere una piacevole giornata nella meravigliosa Val d’Ayas.
Lo scorso 15 ottobre siamo stati coinvolti in un'attività di trekking alla scoperta di alcuni villaggi Walser che caratterizzano la zona.
L’itinerario ci proponeva di percorrere una piccola parte del Grande Sentiero Walser, una via alpina che collega vari villaggi fondati da questa popolazione di origine germanica che, proveniente dalla regione tedesca del Baden-Wurstenberg, migrò dapprima nel cantone svizzero del vallese (da cui deriva il loro nome) per poi spingersi fino alle valli italiane del Sesia, dell’Ayas e di Gressoney.
I Walser al loro arrivo occuparono le terre marginali delle vallate in cui si insediarono, costruendo i loro villaggi sulle testate delle valli e sui pendii montani.
Tutt’oggi della loro cultura, anche se in fase di recupero, restano tracce piuttosto deboli, fatta eccezione per la valle di Gressoney, in cui ne è ancora avvertibile una presenza radicata.
Le principali attività di questa popolazione erano l’allevamento del bestiame e la coltivazione di cereali come la segale e l’avena.
Noi giovani esploratori alla ricerca di tracce Walser siamo partiti da Saint Jacques (1623 mt), accompagnati da alcuni professori e dalle competenti e disponibili guide del CAI, capitanate dal mitico Franco Degiovanni.
Immersi nella natura, dopo una camminata di circa due ore e varie soste per foto naturalistiche e spiegazioni sulla tipologia di ambiente, siamo giunti al villaggio Walser di Sousson (1950 mt) dove abbiamo potuto ammirare e comprendere meglio la storia e le tradizioni di questa comunità.
I Walser nei loro villaggi possedevano alcuni edifici comuni come una piccola chiesa, un forno e una fontana e si differenziavano dalle popolazioni valdostane soprattutto per la tecnica di costruzione delle abitazioni: infatti è particolare l’architettura della tipica casa del villaggio, il “rascard” . Questa abitazione è su due livelli: il pian terreno abitabile e con funzione di stalla, in pietra, e il primo piano realizzato in pietra, con funzione di granaio e fienile, sopraelevato da elementi architettonici simili a funghi, aventi lo scopo di non lasciarvi accedere i topi.
Successivamente, aiutati anche dalle perfette condizioni meteo, abbiamo raggiunto il Crest (1950 mt) dove ci siamo fermati per una breve pausa pranzo.
Nel primo pomeriggio abbiamo iniziato la discesa arrivando al villaggio Walser di Mascognaz (1827 mt). Anche in questo luogo, ancora parzialmente abitato, abbiamo potuto notare la caratteristica tecnica di costruzione delle abitazioni e gli antichi edifici Walser ci sono parsi simili a palafitte sospese su “funghi” di pietra e legno.
Tra larici, abeti e pini cembri la nostra discesa è terminata a Champoluc da dove siamo ripartiti per il ritorno a Casale Monferrato.
Durante tutta la giornata noi ragazzi del liceo siamo stati impegnati anche a scattare fotografie al paesaggio ma soprattutto agli esemplari di flora alpina presenti sul luogo, perché siamo coinvolti in un progetto di fotografia naturalistica che ci vedrà collaborare ancora con il CAI di Casale.
Sicuramente la nostra esperienza è stata unica perché abbiamo potuto avvicinarci ad aspetti curiosi e non sempre noti delle nostre meravigliose montagne.
Lorenzo Spinoglio, Luca Guglielmero
Classe 4 AL Liceo Scientifico Tecnologico Sobrero