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Interviene il Calca

Sono 26 anni che attendiamo i lavori! Ora cosa si aspetta?

Grande attenzione sul sovralzo e adeguamento arginale Casale-Morano

Il Comitato Alluvionati del Casalese (Calca) torna all’attacco sul l’intervento di sovralzo e adeguamento arginale del tratto Casale Monferrato- Morano sul Po, scrivendo una lettera a Regione Piemonte, Aipo, Autorità di Bacino. 

«Vorremo sollecitare un aggiornamento e una risposta sulla possibilità o meno che la Regione Piemonte anticipi i 10 milioni di euro necessari all’avvio delle opere di rialzo arginale previste nel tratto Casale Monferrato - Morano . Questa soluzione è fattibile in attesa che arrivi il finanziamento già confermato dal Dipartimento Casa Italia?».

Il Comitato, scrive il vice presidente Massimo De Bernardi, vorrebbe «anche avere una conferma da parte di Aipo e AdBPo se il progetto esecutivo di questa opera per il nostro territorio è pronto. Il rialzo arginale è stato definito oltre un anno fa prioritario, necessario e importante dalla stessa Aipo. In sostanza, il progetto esecutivo è effettivamente pronto per tutto il previsto tratto arginale in modo da non perdere ulteriore tempo alla sua realizzazione? Riteniamo utile ricordare che il tratto arginale Casale - Morano è stato oggetto di una rovinosa rotta arginale nel corso dell’alluvione di ottobre 2000 che causò ampi allagamenti su un territorio densamente abitato causando centinaia di milioni di euro di danni ad abitazioni ed imprese industriali ed agricole. La popolazione interessata è pari a circa 10.000 persone nei quartieri/frazioni di Casale Monferrato (Oltreponte, Casale Popolo e Terranova) e ai paesi di Morano, Balzola e Villanova Monferrato oltre alla zona industriale di Coniolo. È inoltre giusto ricordare che un anno fa (aprile 2025), sempre in riva sinistra del fiume Po la frazione Terranova di Casale Monferrato fu evacuata per pericolo alluvionale a causa della piena primaverile del fiume Po». 

Concretamente, dice il Comitato, nel progetto Aipo commissionato a Idrostudi viene scritto: “il sistema arginale attualmente esistente in sinistra idraulica è inadeguato alle esigenze di sicurezza degli abitati e delle infrastrutture con particolare rilevanza nel tratto in corrispondenza del centro abitato di Morano sul Po. Da una analisi dei profili longitudinali del tratto arginale oggetto degli interventi di adeguamento, la sommità dell’argine esistente si presenta generalmente superiore rispetto alla quota del pelo libero dell’evento di piena del 2000 ma in ogni caso non sufficiente a garantire il franco minimo richiesto di un metro in particolare, nel tratto arginale in corrispondenza del centro abitato di Morano sul Po, approssimativamente tra le progressive chilometriche di progetto 1+000 e 4+300 si ha la situazione più critica in quanto l’altezza della sommità arginale esistente risulta addirittura inferiore a quella del pelo libero della piena di riferimento».

Un’alluvione annunciata

«In poche parole significa che in caso di evento di piena come nell’ottobre 2000 l’acqua sormonterebbe l’argine a Morano per un tratto di oltre 3 chilometri e oltre ad allagare Morano si riverserebbe a valle - come nel 2000 - inondando nuovamente anche Casale Popolo, Oltreponte e poi Terranova, Balzola e Villanova Monferrato! Nel 2000 i giornali locali titolarono “Cronaca di una alluvione annunciata”, questo perché vi furono evidenti ritardi nei lavori. Non vorremmo che questa situazione si ripetesse ancora oggi dopo 26 anni...».

Il Comitato ritiene «tutto ciò non accettabile e tollerabile, soprattutto dopo le decine di documenti che a partire dall’immediato post alluvione 2000 come Calca abbiamo inviato ad AiPo, all’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, alla Regione Piemonte, alla Protezione Civile Nazionale, al Comune di Casale ecc. chiedendo di adeguare gli argini, di verificare le portate del Po nel tratto Crescentino - Valenza, portate e argini secondo noi sottostimati, verifiche di fatto ignorate sino a poco tempo fa, per queste motivazioni è necessario un confronto trasparente e concreto sulle risultanze degli ultimi studi e simulazioni di piena anche per il tratto traversa Lanza sino a confluenza Sesia».

È legittimo domandarsi, dicono dal Comitato, «perché dopo 26 anni siamo ancora a questo punto visto che non è corretto quanto scritto da AdBPo sulla relazione tecnica “Variante Pai – Fiume Po nel tratto dalla confluenza Dora Riparia alla confluenza Tanaro”: “Il grado di sicurezza del sistema arginale: le arginature nel tratto del Po casalese così come completate, rialzate e consolidate nell’ambito degli interventi di prima fase conseguenti alla piena del 2000 sono state verificate in conformità agli indirizzi del Comitato Istituzionale e si sono ottenuti i seguenti risultati: la piena massima storica (piena del 2000) è contenuta con un franco sempre positivo che raggiunge il valore minimo di circa 20 cm».

C’è da domandarsi, si chiede ancora il Calca, «chi e in che modo ha fatto queste inesatte e pericolose verifiche vista la situazione sul tratto arginale Casale - Morano e anche in altri tratti arginali. Scriviamo queste nostre preoccupazioni in un momento in cui vi sono 40 gradi e i fiumi in secca ma proprio per questo motivo la nostra preoccupazione è alta perché siamo ben consapevoli che il bilancio pluviometrico dell’anno nella nostra Regione verrà purtroppo compensato nei prossimi mesi con piogge che saranno forse di breve durata ma sicuramente concentrate e torrenziali».

In attesa di un riscontro «desideriamo concludere riportando due recenti citazioni/dichiarazioni che condividiamo in pieno. La prima è del ministro Musumeci: “La prevenzione è il primo investimento che uno Stato deve compiere per proteggere i cittadini e il territorio”. La seconda citazione è del Segretario Generale della Autorità di Bacino Distrettuale Fiume Po, Alessandro Delpiano “ La sicurezza idraulica non è un privilegio di pochi ma un diritto di tutti”. È auspicabile per tutti che questo avvenga in breve tempo anche per il territorio casalese».


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Luisella Braghero

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