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  • 12 aprile 2026
  • Cerrina

Ciclismo

Sabrina Piccaluga tra gare su strada e gravel

L'atleta cerrinese corre con i colori del Team Women Cycling Project, una squadra belga con base italiana

Sabrina Piccaluga, al centro, premiata con le compagne dopo una corsa

Il Monferrato e il ciclismo, un binomio virtuoso ormai da anni grazie alla copiosa presenza sul nostro territorio di eventi nazionali e internazionali dedicati a questo sport. Un legame che ha contribuito a forgiare giovani praticanti, attratti dalla bellezza di coniugare attività sportiva e contatto con la natura. Sabrina Piccaluga, ventiduenne di Cerrina, ne è un esempio: dopo avere provato diversi sport, all’età di 15 anni ha scelto il ciclismo non senza qualche remora da parte dei famigliari, che lo consideravano poco adatto a una ragazza. Dopo qualche pedalata di approccio, è entrata a far parte prima del Team Frogs di Vercelli, dove si allenava con i maschietti, e poi (da Juniores) del team femminile toscano Vallerbike di Castelfiorentino. Sabrina ricorda questo passo come una svolta: «La mancanza di squadre femminili nella mia zona (situazione diffusa in Italia) rischiava di farmi smettere quasi prima ancora di cominciare. Sono quindi grata al direttore sportivo Michelangelo Dorangricchia che mi ha dato l’opportunità di inseguire il mio sogno».
Dopo una dura gavetta per apprendere le basi del ciclismo, a 19 anni si è trasferita in Belgio con il Team Women Cycling Project, una squadra con base italiana (nata nella nostra provincia) che ha scelto di correre in un Paese dove il movimento femminile è florido e l’attività agonistica è di alto livello. Un cambiamento enorme, con un susseguirsi di alti e bassi oltre a qualche caduta che ne ha minato fisico e certezze: «Nell'agosto del 2023 venivo da un periodo segnato da infortuni e dolori, per cui pedalare era diventata una sofferenza. Tutto questo mi ha in parte destabilizzato, perché non riuscivo proprio a vedere un futuro senza ciclismo».

Sabrina, però, non ha mollato e ha pazientemente cominciato a ricostruire se stessa, come atleta ma soprattutto come ragazza, grazie anche a una squadra che pone l’accento prima sulla persona e poi sui risultati sportivi. Oggi il suo modo di vivere il ciclismo è meno rigido, improntato più sull’ascolto del proprio corpo e sul rispetto di se stessa. Non più qualcosa che logora, ma uno strumento di crescita. Negli ultimi anni, ha affiancato alla sua attività su strada anche alcune gare veloci su circuito e ha scoperto la disciplina gravel, ritrovando il piacere di correre che un po’ era sopito. E i risultati non sono tardati ad arrivare, con diversi piazzamenti. «Tutto questo è merito non tanto della condizione fisica, quanto piuttosto della consapevolezza e della serenità con le quali corro oggi», conclude Sabrina.