Allarme bocconi avvelenati - Il caso di piazza San Francesco
di Consuelo Berrone
Con l'avvicinarsi delle feste ci sentiamo pervasi dall'atmosfera natalizia. Ma, proprio quando dovremmo sentirci tutti più buoni, ci giungono notizie inquietanti: a San Martino di Rosignano, circa tre settimane fa, sono stati trovati davanti al cimitero i cadaveri di quattro cuccioloni. I quattro cani, di circa 5- 6 mesi, si presentavano uno accanto all'altro come se qualcuno li avesse così composti. A Morsingo, invece, poco tempo fa, un cucciolo è stato chiuso nei bagni del cimitero senza acqua né cibo, e lì sarebbe certamente morto se una signora non si fosse accorta tempestivamente della sua presenza. Attualmente il cucciolo si trova al canile di Baulandia, a Frassineto. In estate, a luglio, era stata lasciata legata nella camera mortuaria di Mombello una cagnolina. Soccorsa, è stata anche lei trasferita a Baulandia. Tutte casualità? Ce lo auguriamo. Lasciando i paesi, non c'è di che stare allegri dal momento che, proprio in questi giorni, si è tornati a parlare di bocconi avvelenati. Dapprima, sarebbe stata sterminata a Casale una colonia di gatti, composta da circa 25 elementi, dei quali restano ora solo otto superstiti. I gatti vivevano nei pressi dell'hotel Business, in strada Valenza, ed erano accuditi dalle volontarie di Nonsologatti che vigilavano sul loro stato di salute, tanto che molti di loro erano sterilizzati. Dei 10 trovati già morti, tre sono stati inviati all'Istituto Diagnostico di Torino che provvederà all'autopsia. Il referto dovrebbe essere disponibile nell'arco di un mese.
Procedendo in direzione del centro cittadino, le cose non vanno meglio poiché sono stati trovati dei bocconi sospetti in piazza San Francesco. A rinvenirli il noto commerciante Stefano Calvaruso, presidente del Consorzio Casale c'è che racconta: «Frequento abitualmente con i miei cani la zona. Come d'abitudine, verso le 11 portai i miei cani a passeggio passando per piazza San Francesco, quando uno dei due prese in bocca qualcosa. Lo invitai immediatamente a lasciare a terra quello che aveva preso e vidi che si trattava di carne. Andai quindi a controllare sotto il cespuglio e vidi quattro mucchietti di carne, rivelatasi poi essere pasta di salsiccia, e fette di salame cotto. I bocconi sembravano essere disposti con attenzione, semi nascosti all'occhio umano grazie alla presenza dei cespugli e delle foglie. Per tranquillità, temendo che parte del boccone fosse stato ingerito, andai immediatamente dal veterinario e contestualmente chiamai la Polizia. Fortunatamente il mio cane non ha avuto alcun problema e grazie al tempestivo intervento di un operatore di COSMO il materiale è stato prontamente rimosso. Mi sono poi premurato di portare all'ASL un campione per le dovute analisi ed il referto dovrebbe essere disponibile in settimana».
In attesa dei risultati degli esami l'invito è, ovviamente, a prestare attenzione durante le uscite con i cani ma il dato positivo è che, nonostante le voci in circolazione, nessun cane si sarebbe sentito male, come ci hanno confermato tutti gli ambulatori veterinari casalesi. L'unico animale ricorso alle cure mediche è stato dunque il Labrador di Calvaruso, sottoposto a controllo per pura precauzione avendo lui stesso rinvenuto il materiale sospetto. «Speriamo si tratti di un falso allarme - continuato il presidente di Casale c'è. Se così non fosse, significherebbe che in pieno centro non solo c'è chi non ama gli animali ma addirittura chi li vuole morti. Quello che è doveroso comunque fare è un appello di sensibilizzazione ai padroni dei cani perché piazza San Francesco sta diventando un disastro, complici le foglie che celano i bisogni dei cani. Vi sono purtroppo molti proprietari che non hanno rispetto per gli altri e non raccolgono le deiezioni dei loro animali. Forse è giunto il momento di punire davvero con multe chi non si attiene al regolamento comunale, perché con la sua mancanza non fa che inasprire il clima mettendo in pericolo la vita di tutti gli animali. Ottima idea la realizzazione del dog- park in zona ospedale, ma anche chi vive in centro dovrebbe poter disporre di un'area, anche minima».