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  • 05 maggio 2009
  • Casale Monferrato

TARSU, le sanzioni sono illegittime

Altra bocciatura per la politica tributaria del Comune in merito alla TARSU. La Commissione tributaria provinciale ha infatti accolto - ha reso noto il consigliere comunale Giorgio Demezzi giovedì in Consiglio comunale - il ricorso di un cittadino dichiarando illegittima l’applicazione delle sanzioni e degli interessi su quanto non era stato versato negli anni precedenti. La vicenda è nota. Il Comune aveva fatto un accertamento tramite una ditta specializzata e aveva constatato una difformità tra le superfici storicamente dichiarate e quelle reali, ed era pertanto intervenuto con l’adeguamento delle superficie imponibili e con il recupero di quanto non era stato versato in precedenza. Il presupposto su cui si basa il recupero delle somme non versate in passato è stato la cosiddetta «dichiarazione infedele» che però viene contestata dal cittadino che ha presentato appunto un proprio autonomo ricorso alla Commissione Tributaria. L’accertamento era stato infatti eseguito all’epoca da un agente della Polizia Municipale, un esponente dunque assolutamente autorevole del Comune. «Checché ne dica nell’atto di costituzione nel presente giudizio il Comune non ha svolto alcun accertamento analitico della superficie tassabile. Pertanto - afferma la Commissione Tributaria - non può ritenersi che vi sia stata una dichiarazione infedele da parte dell’interessato. Ne consegue che non appare fondata la richiesta di interessi moratori e di sanzioni per dichiarazione infedele». Ora il Comune può rivolgersi alla Commissione Tributaria regionale ma se il giudizio verrà confermato si aprirà un nuovo fronte con la possibilità di una class action visto che gli accertamenti Tarsu riguardano moltissimi cittadini - commenta Giorgio Demezzi, PdL - che parla di leggerezza da parte del Comune nel gestire l’intera vicenda. L’importo complessivo degli accertamenti porterà nelle casse comunali circa 2,5 milioni di euro, ma, calcolando che sanzioni e interessi ammontano a circa il 25% del totale, nel caso tutti i cittadini sanzionati facessero ricorso bisognerebbe defalcare dalla cifra a occhio e croce 600mila euro. A questi vanno aggiunti - ha evidenziato Demezzi - gli 830mila euro relativo al «conguaglio» sui terreni del Rotondino che il Comune ha tolto dal bilancio dopo la bacchettata ricevuta dal TAR. C’era stato poi il caso curioso della caserma dei Carabinieri di corso Giovane Italia, tassata come se fosse una abitazione con una aliquota superiore. Per correggere l’errore del Comune non era bastata la segnalazione da parte della proprietà di una situazione evidente e acclarata, constatabile con assoluta facilità de visu ma - anche in questo caso - si era dovuto attivare un contenzioso che aveva visto anch’esso soccombente il Comune. Ma tornando alla riscossione del pregresso sulla TARSU - e non solo alle sanzioni per dichiarazione infedele - Demezzi non esclude che possano esserci altri colpi di scena. Nei giorni scorsi il sindaco di Casale Paolo Mascarino si è recato dal Garante del controbuente che aveva bacchettato il Comune per le risposte troppo generiche fornite in proposito, allo scopo di consegnare documentazione in merito alla vicenda Tarsu - dice Demezzi - che ha fatto richiesta della documentazione. «Faremo gli approfondimenti del caso», commenta l’assessore al Bilancio Giorgio Ferraris. «Si tratta del primo caso con risultanze di questo tipo e bisogna entrare nelle specifico. Ma è normale che nella grande mole dei provvedimenti ci siano situazioni particolari. In altre circostanze la Commissione Tributaria ha dato parere favorevole al Comune e non è per nulla scontato pertanto che vi sia una situazione generalizzata».

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