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Scompare l'Acquedotto del Monferrato?

Doveva essere una seduta veloce, caratterizzata dalla riconferma dell'attuale Consiglio di Amministrazione. Invece al Teatro Civico, luogo di assemblea per i 101 sindaci del Consorzio per l'Acquedotto del Monferrato, Aldo Quilico ha annunciato un'inaspettata sorpresa, di certo non gradita alla platea e al presidente stesso. Le preoccupazioni risalgono a qualche giorno fa. «Aleggia nell'aria una probabile riorganizzazione dei servizi idrici sul territorio della Regione Piemonte - ha spiegato Quilico - per cui ci è stato dato da intendere che come Consorzio non ci sono i numeri per sopravvivere e che l'unica strada in un prossimo futuro potrebbe essere quella delle aggregazioni fino ad arrivare ad un gestore unico regionale che potrebbe coincidere con la SMAT di Torino». Parole che hanno da subito creato inquietudine mista a rabbia nella sala del teatro affollata da ben 80 sindaci e delegati dei 101 comuni. Ad insorgere, in particolare, il sindaco di Odalengo Piccolo Angelo Ferroglio (nella foto). «È ora che ci svegliamo - ha commentato rivolto ai colleghi sindaci - stiamo perdendo tutto: è inutile che continuiamo con le proteste a base di bon ton e le passeggiate di lotta a Torino come è stata quella dell'Asl». Tante le proposte di intervento per scongiurare il rischio di scomparsa delle gestione del Consorzio: dall'approvazione di ordini del giorno da parte dei consigli comunali, alla messa in pista di una raccolta firme da depositare alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso. Deciso nella difesa del Consorzio si è dimostrato lo stesso presidente Quilico: «Senza la gestione diretta per la nostra zona è finita, in più sarebbe un grosso colpo per l'occupazione locale». Il presidente dell'Assemblea dei Comuni Giulio Bosso ha infine predisposto il testo di un ordine del giorno che «sulla base di quanto emerso in merito ad una riorganizzazione dei servizi idrici volta a delegittimare il ruolo dei sindaci e considerando i forti investimenti destinati anche al settore fognario e della depurazione chiede che la gestione dei servizi rimanga in capo al Consorzio». Un documento che la platea ha approvato all'unanimità, chiedendo di restare informata degli sviluppi della vicenda per poter programmare azioni di difesa non solo di un servizio ma della stessa identità storica di un intero territorio.

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Federico Nardi

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