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A Casale

Ospedale: da Torino 30 pazienti covid-19

Santo Spirito in sofferenza: sono 49 i ricoveri

Trasferiti 30 pazienti da Torino al Santo Spirito

Il Santo Spirito torna nuovamente in sofferenza anche se la situazione, almeno per il momento, viene definita sotto controllo. I pazienti covid-19 ricoverati nei reparti convertiti alla pandemia sono una quarantina, di cui 30 provenienti da Torino. La conferma viene da Mario Dealessi, dirigente della Medicina Generale: «Abbiamo a tutt’oggi 40 malati ricoverati nei due reparti dedicati a pazienti covid ma di questi 30 sono provenienti da Torino e dintorni. Il nosocomio ha dato la propria disponibilità ad accogliere malati provenienti da fuori zona. D’altronde Torino è in un momento critico ed ha richiesto la collaborazione di tutti gli ospedali della nostra Provincia». 

Questi i numeri aggiornati a ieri, lunedì: 9 pazienti covid-19 si trovano in terapia semintensiva, 35 quelli ricoverati nelle strutture adibite alla media intensità, 5 le persone in attesa del test (49 in tutto). L’Ospedale di Casale Monferrato è il secondo, nell’ambito dell’ASL, per numero di pazienti ricoverati per il coronavirus, solo al nosocomio di Tortona dove ci sono 92 ricoveri (76 nelle strutture di media intensità e 12 in terapia intensiva). 

Anche nel caso tortonese, ci sono tanti ricoveri di pazienti provenienti da fuori provincia. 

I positivi, a Casale Monferrato, sono 119. Altalenante la situazione nei paesi con la costante dei numeri in crescita.

E’ atteso in Italia per la metà di aprile il siero monodose della Jhonson&Jhonson che darà una spinta vigorosa alla campagna vaccinale contro il coronavirus. Almeno all’inizio, però, si tratterà di quantità limitate, che saranno aumentate da maggio e giugno. Il vaccino Janssen è il quarto approvato dall’Ema dopo quelli Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca ed è indispensabile per raggiungere le 500 mila inoculazioni al giorno, obiettivo fissato dal commissario per l’Emergenza Covid, Francesco Figliuolo.

I vantaggi del prodotto vaccinale della Johnson&Johnson, che dopo l’autorizzazione dell’Ema ha avuto il via libera dell’ente regolatore italiano Aifa, derivano dall’essere un vaccino maneggevole, da poter conservare in frigo e soprattutto dall’essere monodose: basterà una sola iniezione per completare l’immunizzazione di ogni soggetto e ciò permetterà di semplificare e accelerare la campagna vaccinale per raggiungere, quanto prima, l’agognata immunità di gregge. 


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Barbara Corino

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