Il nucleo operativo dei Carabinieri di Casale ha smascherato la banda della "spaccata” specializzata in furti in centri commerciali in tutto il Nord Italia, otto dei quali commessi nel Casalese. Dopo dieci mesi di indagini da parte dei militari sono stati emessi tredici ordini di carcerazione, due dei quali eseguiti: complessivamente sono 23 le persone, per la maggior parte rumeni, indagate con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto. Il blitz scattato nella notte tra lunedì e martedì a Milano ha portato al recupero di moltissima refurtiva, all'arresto di due persone e al fermo di una terza.
L’indagine era partita nel dicembre 2007 dopo la spaccata messa a segno ai danni del reparto informatica dell’Ipercoop nel centro commerciale «La Cittadella». In precedenza nella nostra zona erano già stati commessi tre grossi furti: due sempre alla «Cittadella», il terzo nel centro calzaturiero di Castello d’Agogna.
Prima della conclusione delle indagini, avvenuta nell’ottobre scorso, la banda era riuscita a mettere a segno alte quattro spaccate: due all’Ipercoop di Casale e due all’Euronics nel centro commerciale di Villanova. Il valore della merce rubata nei 26 colpi commessi dall’organizzazione si aggira sui 3 milioni di euro, oltre ai danni causati alle infrastrutture.
L’organizzazione agiva a gruppi di cinque-sei persone che solitamente entravano in azione nei primi giorni della settimana, preferendo i centri commerciali vicini alla campagna e nei pressi di grosse arterie stradali. Scelto l’obiettivo ed effettuati i sopralluoghi qualche giorno prima, verificavano i passaggi di forze dell’ordine e vigilanze private. Entravano in azione nel cuore della notte, utilizzando un’auto, rubata poche ore prima, come ariete: abbattevano serrande e vetrate di accesso e saccheggiavano le vetrine sfondandole a colpi di martello, ma anche con gomitate e pugni. Raccolto il bottino nei borsoni, i malviventi si nascondevano nelle campagne circostanti, dove rimanevano anche tutta la notte in attesa che un complice andasse a recuperarli. Talvolta seguivano a piedi corsi d’acqua o la stessa linea ferroviaria, raggiungendo l’autostrada sulla quale, dopo aver scavalcato le recinzioni delle scarpate, venivano prelevati.
I filmati delle videocamere di sorveglianza degli esercizi commerciali ed i reperti ematici e dattiloscopici inviati al RIS di Parma, hanno consentito di iniziare un’attività di intercettazione che ha condotto all’individuazione dei 23 denunciati e dei rispettivi ruoli ricoperti all’interno dell’organizzazione nonché di consentire ad altri reparti dell’Arma territoriale, guidati dalle indicazioni fornite dai militari che seguivano le indagini, di arrestare in flagranza di reato cinque degli appartenenti all’organizzazione.