È successo quello che non doveva succedere. Venerdì mattina il Consiglio dei Ministri ha deciso l’accorpamento del Tribunale di Casale a quello di Alessandria (stessa sorte, in provincia, è toccata a Tortona e Acqui Terme).
In un primo momento la decisione doveva essere presa ad inizio di questa settimana, invece tutto è successo nella giornata di venerdì: infatti dopo la chiusura all’1,30 della riunione di Consiglio (dove sono stati decisi anche gli accorpamenti delle Province) la seduta è ripresa alle 10 per approvare il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie che da attuazione alla delega al Governo attribuita dalla legge per la stabilizzazione finanziaria n. 148 del 2011 approvata dal precedente Esecutivo.
Attuando in maniera rigorosa i criteri di carattere tecnico previsti dalla legge delega, lo schema di decreto legislativo – che ora passerà alle Commissioni parlamentari per un parere obbligatorio ma non vincolante – prevede: la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali (tra cui Casale Monferrato) e di 38 procure; la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale; la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati restanti, la cui pianta organica non subirà alcun ridimensionamento.
È adesso cosa succederà? Fino al 12 settembre ci sarà tempo per la discussione in Parlamento. A questo punto ha spiegato il Ministro della Giustizia Paola Severino «non c’è una saracinesca che può chiudere un tribunale: ci saranno 18 mesi per il graduale trasferimento di personale. Per gli edifici (è il caso di Alessandria n.d.r.) si prevede che nel giro di cinque anni si potrà completare il trasferimento. Laddove ci sono le condizioni, l’attuazione deve essere immediata».
Pietro Caire, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Casale è amareggiato ma non getta la spugna: «Daremo corso a tutte le iniziative possibili per contrastare questa riforma che il ministro ha definito epocale ma che per noi è bestiale. A nostro avviso è un provvedimento incostituzionale e spero che gli ordini forensi minori si facciano carico di un ricorso in tal senso. Per Casale questa decisione sa di vera e propria beffa: non si è tenuto conto di cosa vuol dire tagliare questo servizio e soprattutto delle conseguenze devastanti per il nostro territorio. Inoltre, se venisse confermato il decreto andremo verso un periodo molto difficile con una serie di inefficienze dovuto proprio allo spostamento da un tribunale all’altro. Per non parlare di quanto costerà l’accorpamento. Il decreto non ha voluto prendere in considerazione i meriti e l’efficacia dei servizi, guardando solo ad una questione puramente numerica».
Gli fa eco il sindaco di Casale Giorgio Demezzi: «In questi giorni ho sentito il ministro Renato Balduzzi e mi ha detto che ha cercato di fare il possibile per scongiurare questo accorpamento ma alla fine il risultato non è stato positivo. Ora tocca ai nostri parlamentari farsi carico di questo problema per evitare l’accorpamento. Speriamo di avere notizie migliori nelle prossime settimane».