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A Moncalvo
Al via il 19 agosto la quindicesima edizione di Rondò in Monferrato
La quindicesima edizione di Rondò in Monferrato prende il via mercoledì 19 agosto al Teatro Civico di Moncalvo. Il Festival di musica classica contemporanea che Divertimento Ensemble da 15 anni porta nel territorio monferrino con concerti solistici e d’ensemble che spaziano dalla musica del nostro tempo al repertorio novecentesco, romantico e classico. Tredici esibizioni solistiche e d’ensemble sino al 13 settembre in diverse location tra Moncalvo, Grazzano, Ottiglio, Serralunga di Crea e Fubine. “Soave poeta, quel mio omonimo che ancora ha il mio nome…” è il titolo dello spettacolo in scena alle ore 20.30 per voce recitante, soprano e pianoforte, dedicato a Pier Paolo Pasolini, su musiche di Alessandro Solbiati, compositore in residenza a Moncalvo, dove è tutor dell'annuale Corso di Direzione d'orchestra organizzato dall'Accademia di Divertimento Ensemble.
“Il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini mi ha fornito l’occasione (stimolata da un’idea di Maria Grazia Bellocchio) per compiere un viaggio nella sua poesia e nel suo percorso interiore ed artistico tanto sofferto quanto profondo, ricco di ombre e luci, dolcezze e durezze – spiega Alessandro Solbiati - . Il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini mi ha fornito l’occasione (stimolata da un’idea di Maria Grazia Bellocchio) per compiere un viaggio nella sua poesia e nel suo percorso interiore e artistico tanto sofferto quanto profondo, ricco di ombre e luci, dolcezze e durezze. I versi scelti sono ordinati in modo da delineare un intero arco biografico e psicologico del Poeta, iniziando nel Prologo dalla sua anima che prima della nascita viene “condannata a vivere”, passando poi, nelle Parti successive, ad evocazioni dell’infanzia e della giovinezza, alla ineludibile figura della Madre, alla tortuosa relazione con la Poesia e ad un vero e proprio dialogo con la Morte, per terminare nell’Epilogo con potenti versi attraverso i quali Pasolini parla a tutti noi.
La musica, così importante nella vita del Nostro, si intreccia in mille modi a tali letture. Tre dei miei Interludi pianistici, composti tra il 2000 e il 2006, si limitano a interporsi o sottoporsi a taluni versi, mentre in tre punti nodali dell’arco globale tre brani che, riuniti, verranno a costituire la mia Sonata terza per pianoforte, composti per l’occasione, segnalano la successione delle varie Parti, interpretandone nel contempo il clima espressivo. Altrove, il pianoforte perde la sua naturale fisionomia timbrica e mediante usi di preparazioni e cordiera disegna paesaggi timbrici entro i quali inizia a insinuarsi la voce. Ad essa sono affidati i due principali “amori musicali” di Pasolini: taluni canti popolari friulani, a frammenti o per intero, a voce sola o con riverberazioni timbriche del pianoforte, e due brani di Johann Sebastian Bach, la straordinaria aria Erbarme dich, dalla Matthäus-Passion, avvolta e in parte straniata dal pianoforte, e una mia rivisitazione dell’impressionante Sarabanda della V Suite per violoncello solo.
La voce si riunirà nuovamente al pianoforte alla fine, in una nuova versione di un mio breve brano, il terzo movimento dei Sette pezzi per quartetto d’archi, che là prefigurava un canto allelujatico. È infine fondamentale sottolineare che vi è un’evidente intenzione scenica, in questo progetto: è innegabile che la voce recitante maschile diventi Pasolini stesso che si racconta e che la voce cantante femminile sia nel contempo Madre e Madre Terra friulana. In questo senso va visto questo intreccio di versi, suoni e linee vocali che cerca di essere un umile ma sentito omaggio a una delle voci più intense dell’intera storia della letteratura italiana.
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