Dopo il taglio delle linee, chiuderà la stazione ferroviaria?
di Pier Luigi Rollino
Che ne sarà della stazione ferroviaria dopo i pesanti tagli della Casale-Vercelli e della Asti-Casale-Mortara che hanno suscitato vibrate proteste da parte di politici, amministratori pubblici e pendolari? Con due linee in meno (i rispettivi tragitti saranno coperti da pullman), le uniche tratte ferrate sulle quali circoleranno i treni saranno la Casale-Alessandria e la Chivasso-Casale.
Venerdì c’è stato un vertice in Municipio tra il referente del comitato ferroviario Roberto Rossi, il sindaco Giorgio Demezzi e l’assessore ai Trasporti Federico Riboldi. «Riboldi - dice Rossi - è stato a suo tempo pendolare e conosce bene, a differenza di alcuni suoi predecessori, la materia. Abbiamo disquisito di dettagli dell’organizzazione e della struttura sia dell’apparato amministrativo pubblico riguardante la gestione dei Trasporti Regionali che di quello del Gruppo Ferrovie dello Stato».
Oltre a tirare in ballo la questione delle linee cancellate, si è parlato della sicurezza in stazione. Dopo l’installazione di un totem con annessa videosorveglianza in piazza Vittorio Veneto è prevista l’aggiunta di due videocamere nel sedime della stazione stessa.
«La notizia non può che farci piacere: non sarà la cura di tutti i mali, ma servirà sicuramente a smascherare gli autori di furti o di atti di vandalismo». Ma è il rischio di chiusura della stazione a preoccupare i pendolari. «E’ chiaro - aggiunge sconsolato Rossi - che qualora le soppressioni diventassero effettive a tutti gli effetti come farebbe a restare in servizio una stazione dai cui binari transitano solo i treni della Casale-Alessandria e della Chivasso-Casale? Mantenere un impianto per pochi treni non gioverebbe certamente a chi adotta una politica di tagli. Con la conseguenza che la città diventerebbe a questo punto una grossa borgata e nulla più».
Ma c’è di più: un’ipotetica chiusura della stazione porterebbe a conseguenze negative concatenate tra loro: la chiusura degli esercizi, la riduzione di lavoro dei taxisti e la massa studentesca che potrebbe dirottarsi altrove, verso istituti scolastici di altre città. Con il Tribunale a forte rischio, si aggiunge un altro disservizio.