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  • 19 luglio 2013
  • Casale Monferrato

Il restauro di una parte dei seicenteschi armadi della sacrestia

Martedì è stato presentato il restauro di una parte dei seicenteschi armadi della sacrestia di San Domenico, pannelli in legno finemente scolpito. Erano presenti il parroco mons. Antonio Gennaro, don Renato Dalla Costa, responsabile dei beni culturali diocesani, l’arch. Raffaella Rolfo responsabile dei restauri della chiesa e l’arch. Carlo Zanella, torinese a cui erano stati affidati i lavori. Carlo Zanella ha nel curriculum lunghi restauri a Venaria Reale e a Lucedio sempre seguito da Giorgio Careddu della Soprintendenza. Zanella ci spiega la difficoltà dell’intervento casalese: l’armadio stava cadendo, la struttura si era staccata dal muro; smontato, il legno è stato trovato consumato dagli insetti xilofagi (“abbiamo impiegato 50 litri di prodotti anti-tarme”), poi la pulizia e il non facile rimontaggio. Il materiale originale è stato integrato da resine. Due importanti ritrovamenti: la data dell’esecuzione, segnata in alto sopra la bussola: 1694 e il cassone posteriore eseguito con vecchi stalli lignei dell’antico coro dei monaci: “un legno di cento anni anteriore a quello dell’armadio”. Campionature hanno rilevato che sotto l’armadione si trovava uno strato di carbone anti umidità, un pavimento in coccio pesto e uno di cotto variegato sotto a quello attuale di inizio Novecento. Legni utilizzati: noce, pioppo selvatico (essenza ora scomparsa), rovere. Ignoto l’autore. Questo intervento, costato 21 mila euro a totale carico della parrocchia, riguarda quasi la metà del coro; è urgente, aggiungiamo, il completamento dei lavori (30 mila euro) per evitare una recrudescenza insettivora. Certo che San Domenico rimane un grande cantiere: ultimata la facciata, il chiostro, i paliotti (ne manca solo uno), i dipinti (e son volati quasi tre milioni di euro) bisogna ripassare i tetti, l’illuminazione, tinteggiare l’interno, studiare la staticità del grande campanile. Il parroco spera sempre “nell’aiuto di tante persone, dei cultori di arte e storia”. (l.a.) -Esiste un conto bancario dedicato pro restauri San Domenico; per informazioni telefono 3387845120, 0142452747.

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Silvia Sassone

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