Dall’Australia a Cereseto: il ritorno a sorpresa in Monferrato di Remo Carzino
di Claudio Galletto
Quando i suoi parenti monferrini l’hanno visto bussare alla porta sono rimasti increduli. E invece lui, Remo Carzino, 85 anni compiuti nello scorso Ferragosto, ha stupito tutti con il suo ritorno in Monferrato, terra di nascita dalla quale mancava ormai da tanto tempo. Il suo ultimo viaggio nella zona che gli diede i natali nel 1926 risaliva infatti ormai a 14 anni fa. Poi questo autunno, a convincerlo a intraprendere una trasferta transoceanica fatta di scali aerei a Hong Kong, Parigi e Nizza, sono stati due eventi: un matrimonio di un parente e il compleanno della sorella Maria. E così, lui ha fatto una scommessa con tutti i familiari. E ha prenotato il volo da Melbourne per trascorrere un bel mesetto in Piemonte.
Remo aveva 22 anni quando, nel 1948, si trovò davanti ad una scelta: la carriera in Polizia a Genova o tentar fortuna in Australia, dove già vivevano gli zii Lena e Pierino. E così dalla quiete della Cascina Goretta di Cereseto (dove il cognome Carzino non è certo nuovo), complice forse un forte desiderio di viaggio e di scoperta, è prevalsa la seconda opzione. Salutati i familiari, Remo Carzino si è imbarcato sulla “Sebastiano Caboto”, proprio dal capoluogo ligure e si è diretto verso gli antipodi del pianeta. Una traversata durata 29 giorni, lasso di tempo utilizzato per imparare le prime parole di inglese.
«Allora non è stato facile inserirsi in Australia – racconta Remo con ricordi vivi e lucidi – verso gli italiani non c’era un atteggiamento positivo, anche per via della guerra appena conclusa».
Sposa la casalese Samadello
A trent’anni Carzino torna in Monferrato per un viaggio alle origini e qui conosce la casalese Norina Samadello, di origine veneta che in pochissimo tempo diventa sua moglie.
Tornato in Australia con la fede al dito, nascono i figli (uno di loro, Renato, ha alle spalle anche esperienze cinematografiche) e, da operaio di fabbrica e cameriere, Remo diventa costruttore di condomini nella zona di Melbourne, città dove erige anche un ospedale.
L’onestà è uno dei valori che Remo porta con sé ed esige anche sul lavoro: «Quando era necessario testare la buona fede di un nuovo impiegato bastava lasciare una banconota in bella vista, siglata però in un angolo con le iniziali. Se questa non spariva il lavoratore era onesto ed affidabile altrimenti… ciao Ninetta!».
Quella di Remo è un esempio di famiglia monferrina che ha stabilito un vero e proprio ponte fra le colline piemontesi e l’altro capo del mondo: dei quattro fratelli Remo e Teresa vivono in Australia mentre lo scomparso Pietro e la sorella Maria si sono trattenuti in Italia.
Proprio Maria è stata la prima meta di questo viaggio-scommessa avvenuto fra i mesi di settembre e ottobre nella forma di viaggiatore solitario senza timori o remore. Nella sua abitazione di Sanremo i suoi ottant’anni sono stati festeggiati nel più impensato dei modi.
Tappa a Castelletto Merli
Poi il tour di Remo è proseguito verso il Monferrato: «Quando mi hanno visto arrivare sono rimasti tutti secchi» commenta orgoglioso l’italo-australiano. Tanti i nipoti e cugini nel Monferrato, a Cereseto ma anche nei dintorni. Al tavolo della nipote Lidia Carzino, che abita a Castelletto Merli (dove lo stesso Remo ha soggiornato nella sua vacanza), il monferrino emigrato 63 anni fa in Australia parla con gusto dei suoi simboli piemontesi a Melbourne: «Nel mio orto crescono le banane, ma anche le verdure per la bagna cauda e i grappoli di Moscato d’Amburgo. E sulle tavole non manca di quando in quando il bollito con bagnetto». Nella zona di Melbourne i monferrini non sono tanti quanti in altre aree dell’Australia. Eppure non sono mancati gli incontri di altri italiani con origini casalesi e di Camagna. Tanti, come Remo si ritrovano a giocare a golf e non a caso esiste una Italian Golf Association of Melbourne della quale Remo è stato segretario per diciotto anni. E forte del suo essere indiscutibilmente un “self-made man”, Remo non manca di dispensare dotti suggerimenti ai giovani d’oggi: «Adoperate il cervello e riponete le lamentele. La vita vi sorriderà». Parola di un monferrino cosmopolita che ha viaggiato in tutto il mondo portando nel cuore lo spirito di sacrificio delle colline piemontesi.