Sfila la Torah restaurata - Benedizione per la bimba Tedeschi-Bokobza - Una bella mostra
Tre avvenimenti hanno caratterizzato domenica la Comunità Ebraica di Casale: una dimostrazione di vita e di capacità da parte delle piccole Comunità ebraiche italiane di guardare avanti e di festeggiare e condividere momenti salienti.
Grande folla e molti giovani al mattino per festeggiare il restauro e l’Hachnasat Sefer Torà (l'ingresso del rotolo della bibbia nell'armadio sacro) offerta dalla vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti e da Ermanno Tedeschi per celebrare la nascita della prima nipotina (figlia di Serena Tedeschi), Avigail la cui benedizione è avvenuta dopo il corteo esterno con la Torah (sotto il baldacchino) nella splendida Sinagoga degli argenti.
Durante le benedizioni la piccola Avigail Bokobza di tre mesi è stata tenuta orgogliosamente in braccio dal padre Aaron, mentre su di lei si posavano le parole dei tre rabbini presenti alla cerimonia: rav Giuseppe Laras, rav Alberto Somekh e rav Amedeo Spagnoletto, quest’ultimo anche ‘sofer’, vale a dire scrittore e restauratore dei rotoli della Torah ed artefice di alcune pergamene custodite a Casale, scritte coinvolgendo anche per l’ultima lettera il padre di Avigail in segno di augurio.
“Si tratta - ha commentato il vicepresidente della gloriosa Comunità di Casale Elio Carmi – di una dimostrazione dell’energia che continua a mandare avanti le piccole comunità italiane. Da aggiungere che, forse per la prima volta nella storia, il Rotolo della Torà appena restaurato è stato portato in processione fra le vie della città attraverso le quali si svolge da molti secoli la vita della comunità degli ebrei di Casale".
“Un gesto – hanno commentato molti partecipanti – che assume il significato dell’apertura nei confronti della società circostante e del dialogo che la minoranza ebraica in Italia intrattiene con coraggio e determinazione da millenni nel nostro paese”.
MOSTRA
Al pomeriggio invece un evento pubblico: l’inaugurazione a Casale della mostra ‘Un secolo due primavere’. Venti pannelli frutto di un paziente lavoro di selezione e memoria dell’Archivio Ebraico Terracini di Torino che illustrano soprattutto il rapporto tra pubblico e privato vissuto (e spesso subito) dagli ebrei Piemontesi. Il periodo preso in considerazione va dall’emancipazione proclamata da Carlo Alberto (1848) al ritorno alla vita pubblica dopo le persecuzioni nazifasciste e la proclamazione dello stato di Israele (1948). Ad illustrare le tante fotografie e i documenti raccolti l’avvocato Giulio Disegni.