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  • 29 settembre 2017
  • Casale Monferrato

Piccoli Comuni, il Senato approva il Ddl: 100 milioni di euro in sette anni

Fondi destinati al recupero di immobili e di aree dismesse, alla costruzione di alberghi diffusi e alla stabilizzazione idrogeologica del territorio

Salvare i piccoli borghi dallo spopolamento. È questo l’obiettivo del disegno di legge approvato ieri, giovedì, dal Senato. Il testo - composto da diciassette articoli e già promosso lo scorso settembre da Montecitorio - è frutto della proposta dell’onorevole Ermete Realacci, del Partito Democratico, poi arricchita dall’onorevole Patrizia Terzoni, del Movimento 5 Stelle. Sul piatto, ora, ci sono 100 milioni di euro da iniettare nel sistema dei piccoli Comuni, arterie vitali del Paese. L’operazione verrà compiuta nella sua globalità nell’arco di sette anni: 10 milioni entro la fine del 2017 e 15 per ogni anno fino al 2023 (compreso). Beneficiari della nuova legge sono i Comuni fino a 5mila abitanti: 5567 piccole realtà per un totale di 10 milioni di abitanti.

I fondi - ai quali i Comuni potranno accedere attraverso un progetto - saranno destinati alle iniziative di recupero degli immobili e delle aree dismesse, alla riduzione del rischio idrogeologico, alla riqualificazione energetica, di strade e di edifici pubblici. Il testo, inoltre, contempla finanziamenti per il recupero di centri storici che prevedono la realizzazione di un albergo diffuso e per la salvaguardia di beni culturali, artistici e librari oltre che per la realizzazione di sistemi a banda larga e alcune misure per lo sviluppo della cosiddetta “filiera corta”.

«Un traguardo importante dopo anni di gestazione - ha commentato l’on. Fabio Lavagno - Si tratta di una legge che prende in considerazione una realtà importante per l’Italia che necessita di un adeguato sostegno. Questo passo è molto interessante sia per il Piemonte, in generale, che per il nostro territorio, in particolare, dove i piccoli Comuni sono la realtà amministrativa più diffusa». Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’on. Cristina Bargero: «Sistema idrogeologico, banda larga e riqualificazione: con questo nuovo strumento si potranno garantire i servizi e limitare l’esclusione sociale. È un’azione positiva soprattutto per una larga fascia di popolazione del nostro territorio».