Crisi in Giunta a Trino: dopo Burrone anche all'assessore Negri sono state tolte le deleghe
di Maurizio Inguaggiato
Era ormai inevitabile che il sindaco togliesse le deleghe - Ambiente e Protezione Civile - anche a Massimo Negri e l’atto è stato notificato al suo rientro dalle vacanze di fine anno. Si accentua dunque la crisi all’interno della Giunta. Prima di questa nuova decisione del primo cittadino, l’ex assessore Negri ha voluto togliersi alcuni sassolini dalle scarpe su due argomenti in particolare, ovvero la revoca delle deleghe a Mario Burrone e la questione della costruenda centrale a biomasse.
“Sulla prima: non credo che un Sindaco possa esercitare il ruolo della maestrina dalla penna rossa, bacchettando lo scolaretto impertinente e dispettoso. Sui banchi della giunta non siedono degli scolaretti di prima elementare ma uomini adulti che sono chiamati ad fare gli amministratori. Quindi non si ridicolizzi nel sostenere che lui, in qualità di Sindaco, ha provveduto più e più volte a “richiamare” l’indisciplinato Burrone. Burrone, uomo onesto e leale, ha lavorato molto e bene in questi due anni e mezzo di amministrazione. Dica piuttosto, se vuole, quali sono gli argomenti ed i progetti sui quali c’è stata divergenza e per quali motivi. I cittadini hanno il diritto di saperlo”.
Sulla seconda questione Negri aggiunge: "Ho una sola domanda da porre al sindaco ed è la seguente: per quale motivo non ha informato la Giunta di questo progetto? Installare una centrale a biomasse non è come riparare un tombino rotto, operazione sulla quale posso anche capire non si faccia comunicazione. Conosco benissimo le procedure e come funziona la Conferenza dei Servizi, e proprio perché conosco i meccanismi che sostengo, al contrario di Felisati, che il Comune che è chiamato ad ospitare un simile impianto ha un potere decisionale non da poco. Infatti, se ben ricordo, le quattro centrali a olio di palma che il sig. Cazzago (quello del call center di Phonemedia e della tragedia dei 300 licenziamenti, per intenderci) voleva insediare a Trino, furono respinte per motivazioni tecniche che potevano calzare perfettamente anche in questo caso, e cioè: l’insediamento di un impianto che produce emissioni in atmosfera in un’area, come quella di Trino, dove la qualità dell’aria è classificata dalla regione Piemonte come “pessima”, deve essere valutato con estrema attenzione. Non sono gli ambientalisti che vanno a corrente alternata, e nemmeno io e Burrone. Semmai è lui…. Per di più questo impianto sorgerà in prossimità del Bosco delle Sorti della Partecipanza, e per raggiungerlo i mezzi pesanti dovranno necessariamente percorre l’antica strada per Ramezzana, che non sembra per nulla idonea a sopportare un simile traffico. Come se non bastasse, il traffico sarà concentrato nel periodo fine agosto-metà ottobre, ovvero quando si taglia il riso. Se questi motivi non sono sufficienti per Felisati per avere perlomeno delle riserve su questo impianto…”.
Tornando alle vicende della Giunta, un fatto analogo a quello che si è consumato in queste settimane avvenne anche durante la Giunta precedente, quando l’allora sindaco Giovanni Ravasenga tolse le deleghe a Felisati e successivamente a Burrone, che aveva difeso il collega, nella nota vicenda delle fioriere. E poi tutti sappiamo come andò a finire, con il commissariamento del Comune di Trino ed elezioni anticipate. Misteri della politica insomma, ma tastando gli umori della popolazione una cosa sembra certa: i trinesi sono stufi di andare a votare ogni due anni per i capricci o i mal di pancia di qualcuno.
Nella foto Mario Burrone, Marco Felisati, Massimo Negri