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Il Piano Strategico di Trino mette in rete il territorio

Giovedì scorso presso il salone incontri di piazza Banfora è stato presentato il “Piano Strategico del Comune di Trino”. «La nostra speranza è che ci sia la maggior partecipazione possibile - ha spiegato il sindaco Alessandro Portinaro - per provare a disegnare insieme quella che sarà la città del futuro. Il Comune ha una serie di luoghi già in trasformazione che devono stare in una cornice precisa. Cosa fare e dove provarlo a fare è una sfida non da poco». «Durante le serate che abbiamo organizzato non si parlerà di progetti ma di idee, proposte ed indicazioni condivise con la cittadinanza. E’ vero che siamo un piccolo Comune, ma all’interno di un territorio molto complesso. E dovremo affrontare delle sfide ben più importanti di una realtà di settemila abitanti». Un ragionamento non solo di Trino ma anche dei paesi limitrofi, come hanno spiegato Ermanno Torre e Andrea Alario dello studio “Tema” di Torino. «Un piano strategico è un modello dove si è tutti attori per un bene comune - hanno spiegato i tecnici - dove la popolazione locale ha un ruolo decisivo nelle scelte. Un piano regolatore difficilmente ci dice quali sono i contenuti umani di un territorio, mentre un piano strategico lo fa, al di là di quali sono i confini comunali». L’asta fluviale del Po e il Bosco della Partecipanza sono due elementi naturalistici che caratterizzano il territorio di Trino e da cui è partito lo studio. Nell’individuazione dei luoghi all’interno del centro urbano, per ogni tema è stata scelta un’area di intervento: commercio (corso Italia e piazza Audisio), cultura (piazza Garibaldi), istruzione (campus dell’istruzione). Per quel che riguarda le aree extraurbane sono state individuati come temi (storia, cultura e turismo), mentre come arre di intervento: Borgo di Leri-Cavour, Strade delle Grange, Madonna delle Vigne, Bosco della Partecipanza, Centrale Galileo Ferraris, centrale Enrico Fermi. «Il campus scolastico ad esempio deve essere vissuto al di fuori delle ore scolastiche, mentre come baricentro turistico abbiamo individuato Madonna delle Vigne. Mettere in rete la complessità deve diventare un valore aggiunto da difendere per unire i vari luoghi e fare sistema» hanno aggiunto i due relatori. Unendo tutti i luoghi del piano strategico (centrale Ferraris, Principato di Lucedio, Bosco della Partecipanza, Madonna delle Vigne, Centro Abitato, centrale Fermi e fiume Po) e dovendo scegliere un luogo, ne è venuto fuori un Grande Carro dell’Orsa Maggiore stilizzato. I partner esterni a cui il Comune di Trino si è appoggiato sono: Università Piemonte Orientale; DIST – Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio; SITI – Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione. Il professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano, “padre” della ciclovia VENTO, ha invece spiegato l’importanza «di capire se c’è di nuovo lo spazio per riportare le persone in un determinato luogo: il fiume Po. Riportare lo spazio aperto al centro del ragionamento, tornare a fare diventare di nuovo desiderabile i nostri territori. La sfida che mi sono dato, insieme ai miei studenti, è che dobbiamo rinnovare l’idea di spazio aperto e di stare fuori dai centri urbani». Ora seguirà poi un fitto programma di incontri. Per quel che riguarda il settore “centro abitato”, venerdì 10 febbraio, ore 21, si parlerà degli interventi di efficientamento energetico in collaborazione con Siti, Politecnico di Torino. Giovedì 16 marzo, ore 21, il concorso areA-Verde, come migliorare insieme parchi e giardini. Si proseguirà giovedì 13 aprile, ore 21, si parlerà del polo scolastico e di progetti e suggestioni per gli spazi pubblici. Nella serata di giovedì 11 maggio, ore 21, il tema trattato sarà la valorizzazione culturale e turistica in collaborazione con DIST, Politecnico di Torino. Per quel che riguarda invece “il territorio”, giovedì 2 marzo, ore 21, si parlerà di Lucedio e del sistema delle Grange. Giovedì 30 marzo, ore 21, Il progetto VENTO, la ciclovia e il fiume Po; giovedì 27 aprile, ore 21, Il Bosco delle Sorti della Partecipanza. Il nostro polmone verde; giovedì 25 maggio, ore 21, le prospettive dell’area di Leri Cavour da luogo dell’energia a patrimonio della produzione.

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