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Regione Piemonte

«Prima di parlare di un deposito nazionale per i rifiuti nucleari si metta in sicurezza il comprensorio di Saluggia-Trino»

Il consigliere Gianluca Gavazza presenta un ordine del giorno alla Giunta

Il consigliere regionale del gruppo Lega, Gianluca Gavazza, è intervenuti nel dibattito sull’istituzione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi presentando un ordine del giorno alla Giunta regionale. Un documento «nel quale si pone l’attenzione sui rischi tuttora connessi al comprensorio nucleare di Saluggia-Trino, per chiedere una sua definiva messa in sicurezza prima che venga aperta alcuna discussione sull’eventuale creazione in Piemonte di un nuovo sito di stoccaggio». 

«La Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) che individua otto località in Piemonte che potrebbero ospitare il deposito nazionale per i rifiuti radioattivi e il relativo parco tecnologico - ricorda il consigliere Gavazza - prevede anche una serie di stringenti parametri di sicurezza che fanno riferimento alle caratteristiche naturali e antropiche dei territori. Detto che si tratta comunque di una decisione che il governo ha calato dall’alto, senza coinvolgere in alcun modo le comunità e gli enti locali né per i siti in provincia di Torino né per quelli in provincia di Alessandria, non possiamo dimenticare che attualmente il comprensorio di Saluggia ospita già la maggior quantità di scorie radioattive e di combustibili nucleari presenti in Italia».

«E questo in un’area, quella sulla sponda sinistra della Dora Baltea, da sempre soggetta da un elevato rischio di inondazione: proprio una delle categorie di rischio ricomprese nelle valutazioni della Cnapi, che non a caso non ha considerato la zona di Saluggia-Trino adatta ad ospitare il futuro deposito nazionale. Per queste ragioni, prima di avviare qualunque discussione sulla creazione di un nuovo sito di stoccaggio - nella quale ribadiremo l’inadeguatezza dei territori individuati tanto in provincia di Torino quanto in quella di Alessandria - impegnerò la giunta perché imponga ai soggetti competenti la necessità di mettere innanzitutto in sicurezza il polo di Saluggia-Trino da qualunque rischio di inondazione o altro evento calamitoso».


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Alessandra Rosso

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