L'assessore Nicola Sirchia: «Ripartire subito con una zona franca fiscale»
Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Casale, Nicola Sirchia sulla crisi del lavoro e occupazione del Casalese e del Monferrato.
Noi tutti partecipiamo con vivissima preoccupazione alle ultime evoluzioni della situazione industriale e occupazionale del casalese. Siamo consci che le recentissime notizie, che coinvolgono aziende leader e notissime anche a livello nazionale, non sono che fiammate particolarmente intense, che scaturiscono però da una situazione già di per se critica e che riguarda tante e tante realtà imprenditoriali monferrine.
E' quasi naturale che, in queste ore, emergano proposte diverse sul da farsi. E' ovvio che tutte vanno prese in considerazione, proprio perchè trattandosi di una crisi che travalica (e di molto!) i confini del nostro territorio di riferimento, nessuno è oggi in grado di possedere la ricetta magica per l'uscita dalla crisi.
Occorre però a nostro avviso non abbandonare serietà e, possibilmente, concretezza.
Molto ha fatto e sta facendo l'Amministrazione Demezzi, sia dal punto di vista dell'approntamento di aree destinate a insediamenti industriali, sia dal punto di vista della riconversione di settori importanti come quello del freddo. Senza citare le azioni nel campo del sociale con provvedimenti indirizzati da un lato all'aumento degli aiuti alle fasce deboli e in sofferenza (per quanto possa fare, oggi, un Comune della nostra dimensioni) e dall'altro dal lato del sostegno all'occupazione (ad esempio attraverso i "cantieri di lavoro").
Occorre però superare l'idea di provvedimenti emergenziali e ragionare strutturalmente su un rilancio del Monferrato quale sede di importanti e rinnovati investimenti imprenditoriali. In questo senso, pur essendo una questione già sul tavolo della trattativa, credo sia prioritario e indispensabile ottenere dal Governo nazionale la creazione di quella "Zona Franca Fiscale" di cui si è parlato nei mesi passati.
L'Amministrazione, grazie alla competenza di Docenti di valore quali il Prof. Angelo Miglietta (che è stato l'ideatore dell'iniziativa) e il Prof. Alessandro Lanteri (che ha seguito materialmente l'elaborazione del progetto) ha già lavorato concretamente su questa idea. Abbiamo bisogno che il Governo, che tanto ha promesso al nostro territorio "martire" per i danni dell'amianto, ci ascolti e apra finalmente sul serio a questa richiesta.
Siamo convinti che un Monferrato che sappia unire, alle caratteristiche già note e che ne hanno fatto sede di un Distretto Industriale fra i più importanti del Piemonte, anche "fiches" concrete di vantaggio fiscale (in particolare, nel nostro progetto, legate all'abbattimento della fiscalità sul costo del lavoro) possa e debba tornare ad essere territorio di riferimento per industrie di livello. Questo vuol dire essere in grado di attrarre nuovi insediamenti, ma anche esser capaci di mantenere nel casalese anche quelle realtà che tanto hanno dato e che oggi, in virtù di questa crisi mondiale, vivono momenti di sofferenza.
La nostra proposta dunque è chiara e va nella direzione del rilancio. Il Monferrato ha patito molti, troppi danni, che hanno coinvolto (ed è il dramma principale) vite umane, ma che hanno poi avuto ripercussioni negative anche dal punto di vista dell'immagine e dell'attrattività per le attività. Dobbiamo reagire facendoci tutti insieme (lo dico alle forze politiche, ma anche alle realtà associative e sindacali cittadine) sentire e chiedendo al Governo di rispettare quelle promesse di attenzione concreta alle nostre esigenze di rinascite, promesse ahimè ad oggi ancora largamente disattese.