«Casale e Vercelli si piacciono»: lanciato da due associazioni (e dall'on. Rosso) il progetto di provincia federata
di Fabrizio Gambolati
Si farà? Quando si farà? Cosa comporterà per Casale? I dettagli sulla provincia federata Casale-Vercelli sono ancora molto sfumati e mutevoli, ma il consigliere comunale di Nuove frontiere Carlo Caire, l’avvocato Giancarlo Curti, fondatore dell’associazione omonima, e l’assessore del comune di Santhià, Massimo Simion, hanno voluto «lanciare un sasso nello stagno» dell’opinione pubblica con la conferenza stampa di oggi, nel tardo pomeriggio al Candiani.
Il progetto è stato già studiato dal punto di vista legale ed è pronto per essere presentato alle Amministrazioni dei due Comuni. Dopo la presentazione dell’idea a Vercelli, i sostenitori hanno bissato l’incontro a Casale, dove, però, il principale artefice, il deputato e vicepresidente della Regione Roberto Rosso (Pdl) è potuto rimanere soltanto qualche minuto a causa del Consiglio regionale a Torino, giusto il tempo di dichiarare: «Credo molto nel progetto che farà di Casale e Vercelli due capoluoghi uniti ma con ruoli diversi».
Curti ha individuato nella provincia federata la salvezza di Casale: «L’unica possibilità che abbiamo per uscire dal declino. Quello che chiediamo ai casalesi non è di uscire da una provincia per entrare in un’altra ma di innalzarsi a co-provincia. Questo rafforzerebbe la città con nuovi servizi, uffici e istituzioni».
Secondo Curti si tratterebbe di una rivoluzione necessaria per trovare soluzioni ai problemi di Casale.
La federazione tra le due città, ha spiegato Simion, è stata concepita prendendo in considerazione le affinità morfologiche, culturali, socioeconomiche, funzionali: «Casale e Vercelli si piacciono».