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Museo Civico e Gipsoteca
«La nuova collezione Bistolfi? Un incentivo al turismo estero»
Dopo la donazione degli eredi dell'artista casalese alla città
Cosa ci fa una biellese al Museo Civico di Casale? Questo non è certamente l’argomento dell’intervista che abbiamo fatto insieme ad Alessandra Montanera, storica dell’arte e conservatrice del Museo Civico e della Gipsoteca Bistolfi. Il perché del one-to-one telefonico? Innanzitutto perché si devono presentare i tanti professionisti che lavorano all’interno del polo museale di Santa Croce e poi la voglia di condividere la gioia degli importanti arrivi a firma Leonardo Bistolfi, annunciati sul numero del nostro giornale lo scorso venerdì.
Già quando era in università, il Museo Civico della nostra città con annessa Gipsoteca dedicata al grande scultore casalese, era considerata la seconda pinacoteca del Piemonte per patrimonio artistico contenuto tra sale e depositi. Dopo l’importante donazione da parte degli eredi Bistolfi, abbiamo voluto ascoltare la voce dell’esperta e tracciare il futuro dei quasi 200 pezzi in arrivo.
Alessandra, come valuta l’ingresso al Museo dell’intera eredità artistica del Bistolfi?
Sicuramente un traguardo importante per la città e per il nostro bellissimo Museo. L’idea che a Casale sarà conservato tutto quello che è passato tra le mani di Leonardo Bistolfi è qualcosa di emozionante. Entreranno nella Gipsoteca materiali inediti che riusciranno a portare alla ribalta la Gipsoteca e tutto questo patrimonio inestimabile sarà di Casale. Saranno pezzi unici, anche svincolati dalla semplice vita artistica dello scultore: lettere taccuini, ritagli di giornale dell’epoca…
In quale stato conservativo arriveranno i pezzi unici dell’eredità?
Molte di queste opere arriveranno impolverate, a causa dello stato in cui sono state mantenute in questi anni. Diciamo che è stato il tempo a “sporcare” questi capolavori. Le operazioni di pulitura verranno avviate in breve tempo.
Si è già pensato alla collocazione della collezione Bistolfi?
Abbiamo studiato un progetto a lunga scadenza con una collocazione all’interno del complesso museale attuale, oltre ad ambienti non espositivi, ma di un autentico deposito visitabile su prenotazione dedicato agli specialisti del settore, un po’ come ha pensato il Museo Egizio di Torino.
Questa “chicca” bistolfiana, potrà fare il salto di qualità al Museo in un più ampio contesto internazionale?
Solo il fatto di radunare in un unico luogo tante opere così preziose, deve essere motivo di grande orgoglio. Si penserà ad un percorso di prestigio internazionale, capace di intercettare un pubblico italiano ed europeo.
Un “pezzo” della nuova collezione che l’ha incuriosita particolarmente?
C’è l’imbarazzo della scelta, ma credo che l’opera grafica, suddivisa tra studi di statue, taccuini e disegni, fosse quella che mancava di più all’attuale Gipsoteca.
È prevista una digitalizzazione della collezione?
Sarà un doppio servizio: da una parte la preservazione delle opere e dall’altra la consultazione dell’archivio digitale.
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