Santa Caterina nel Trevisio: auspicato un gruppo di lavoro che coinvolga il Comune
Si è svolto allo studio Caire - Bazzi un incontro congiunto tra il neo eletto Consiglio di amministrazione del Collegio - Convitto Trevisio e il Consiglio direttivo dell’Associazione Santa Caterina Onlus. Un’iniziative quasi storica foriera di future sinergia Erano presenti per l’Ente Trevisio il presidente rieletto Pietro Portaluppi incaricato per la seconda volta dal Comune di Casale, le altre due nuove nomine del Comune Angelo Martinotti ed Elisabetta Lanzarotti, il consigliere incaricato dalla Regione Emanuel Murador, il consigliere uscente Claudio Ginevro e Carla Rondano nella doppia veste di esponente del Collegio dei Revisori, per l’Ente Trevisio e Revisore unico per la onlus. Il Consiglio direttivo della Onlus era rappresentato da: presidente Marina Buzzi Pogliano, segretario Pietro Caire, tesoriere Corrado Rendo, consiglieri Luigi Angelino, Bruna Curato, don Giampio Devasini, Pier Luigi Pilotti, Alberto Riccio. Portaluppi, in questa prima seduta di conoscenza dei Consigli che hanno a cuore la tutela dell’imponente complesso monumentale nel cuore della nostra città, ha illustrato le problematiche che affliggono il patrimonio immobiliare dell’Ente Trevisio, gli interventi realizzati e quelli urgenti da realizzare compatibilmente con le insufficienti risorse disponibili.
Marina Buzzi Pogliano, presidente della Onlus, ha descritto lo stato dei progetti per il restauro della copertura della cupola, per l’installazione di pedane riscaldanti per la fruibilità della chiesa nei mesi invernali, per la ricerca archivistica, e le variegate iniziative religiose e culturali finora realizzate e che impegneranno l’Associazione nei prossimi mesi volte alla valorizzazione della chiesa, alla sensibilizzazione della cittadinanza e alla raccolta dei fondi per la realizzazione dei progetti. I due Consigli hanno colto l’occasione per confrontarsi sia sull’urgente necessità di unire le forze per il reperimento dei finanziamenti, che sulle prospettive di impiego o di eventuale dismissione degli immobili, finalizzati alla conservazione e all’accessibilità del prestigioso complesso ad un sempre maggiore pubblico di interessati.
E’ stata auspicata la costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga, oltre all’Associazione e all’Ente, anche rappresentanti del Comune, al fine di valutare progetti di ampio respiro sull’utilizzo dei beni, nell’ambito dell’elaborazione di strategie di sviluppo e ripresa dell’economia casalese. I lavori si sono conclusi prendendo atto che allo stato attuale, per il mantenimento e gestione di un così articolato, vasto e prezioso patrimonio, è necessaria da un lato una approfondita conoscenza dei molti intrecci storici e culturali connessi, e dall’altro la disinteressata e appassionata collaborazione di tanti, che contribuiscano in ogni forma, nell’ambito delle personali competenze. L’associazionismo, come era stato preconizzato in occasione della fondazione dell’Onlus, si è dimostrato, in questi tre anni di vita, la chiave di volta per la rinascita del complesso e di S. Caterina in particolare.