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Casale e il Monferrato per la prima volta visibili da street view

Privacy o non privacy? Questo è il problema. Nell’era dei social network il diritto alla riservatezza leso è, specialmente per i più giovani, molto relativo. A rendere un pò meno privata la vita dei casalesi e dei monferrini ci hanno pensato le Google car che alcune settimane fa sono approdate nella nostra zona. Queste auto, attrezzate con particolari telecamere, hanno percorso le strade della città e del comprensorio registrando “ciò che si vede”. Da qualche settimana infatti, su Google Maps è fruibile Street View anche per Casale e generalemnete, per il Monferrato, servizio inesistente fino all’inizio dell’anno, quando con Street View si poteva solo percorrere l’autostrada A26 e “uscire” al casello di Casale sud. Da questo momento in pratica, con pochi click, sarà possibile non solo vedere il nostro territorio dal satellite ma scendere in strada e “circolare” digitalmente per le vie della città e dei paesi. Questo servizio “offerto” da Google, è un’opportunità o uno svantaggio? La questione è tema di discussione da alcuni anni tra chi legifera e le multinazionali dei servizi web, ma non si è ancora giunti ad una vera e propria soluzione al dilemma. Il servizio è solo apparentemente gratuito: effettivamente non sussiste transazione economica ma esiste comunque un passaggio di dati (a volte sensibili) dall’utente al gestore della piattaforma (luoghi digitali visitati, tempo, preferenze ecc) che vengono successivamente catalogati, elaborati e commercializzati tramite la classificazione e la realizzazione di business plan. Il valore di questi dati è evidentemente alto a fronte del valore della società di Mountain View (California, Stati Uniti) creata da Larry Page e Sergey Brin, che all’inizio del 2011 è stata stimata intorno ai 110.000 miliardi di dollari. Oltre alla privacy e al diritto alla riservatezza c’è anche il diritto all’oblio: per quale motivo, nel nostro caso, un casalese o un monferrino che è stato “fotografato” mentre acquista il pane dovrà rimanere in quella stagnante situazione per un indeterminato numero di anni a disposizione di svariati milioni di utenti di Google? Il web, per sua natura (chiamiamola così), non dimentica e per questo motivo il diritto all’oblio viene leso. Più semplicemente se una persona è stata fotografata in un determinato posto a fare una determinata azione resterà in quello stato per anni a disposizione di tutti gli utenti: occhio dunque a chi è stato sorpreso “con le mani nella marmellata”! Lati positivi: dopo quello ludico del viaggio digitale tra le strade potrebbe esserci il tema turistico. Potrà Street View incentivare i potenziali turisti del Monferrato a visitarlo realmente?

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Paola Demarchi

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