Manutenzione nel bacino del Po affidata agli agricoltori: la sperimentazione parte di qui
Le imprese aderenti alle maggiori organizzazioni agricole avranno un ruolo sempre più importante nei lavori di manutenzione del territorio che interessa il bacino idrografico del fiume Po. Lo stabilisce un protocollo d’intesa siglato tra l’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) e Coldiretti, Confagricoltura e Cia.
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L'allungamento del ponte tra Trino a Camino dovrebbe chiudere i lavori di prima fase della messa in sicurezza del Po. Il condizionale è d'obbligo poiché se tutti (Regione, Province, Comuni, Aipo e Autorità di Bacino che si sono incontrati mercoledì scorso a Casale) concordano sull'intervento, si registrano divergenze su come e, soprattutto su che sponda, realizzarlo.
In margine all'incontro, da segnalare una dura reazione del Calca al mancato invito da parte del Comune per una partecipazione pur prevista dall'Autorità di Bacino. «Da chi siamo considerati nemici? Certo non siamo servitori di nessuno - dicono dal Comitato Alluvionati - chi ci perde è solo la popolazione perché l'amministrazione casalese ha già dato prove di scarsa conoscenza dei problemi».
Intanto a Frassineto è stata firmata la convenzione Aipo-Comune per la realizzazione dell'argine nei pressi di cimitero e centro sportivo: costo un milione di euro.
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Le imprese aderenti alle maggiori organizzazioni agricole avranno un ruolo sempre più importante nei lavori di manutenzione del territorio che interessa il bacino idrografico del fiume Po. Lo stabilisce un protocollo d’intesa siglato tra l’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume Po) e Coldiretti, Confagricoltura e Cia, presentato dagli assessori regionali alla Difesa del suolo, e membro del Comitato di indirizzo dell’Aipo, Bruna Sibille, e all’Agricoltura, Mino Taricco, insieme al direttore dell’AIPO, Bruno Leonardo Brunetti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Torino. Nel corso della quale si è anche appreso che la sperimentazione inizierà proprio dalla provincia di Alessandria.
«Le linee di indirizzo indicate dall’AIPO sono molto importanti perché rendono operative le indicazioni già espresse dalla legge 228 del 2001 che, all’articolo 15, prevede la possibilità per le pubbliche amministrazioni di stipulare convenzioni e concludere contratti di appalto con gli imprenditori agricoli, anche in deroga alle norme vigenti, finalizzati allo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione e alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agricolo e forestale, alla cura e al mantenimento dell’assetto idrogeologico», ha sottolineato Sibille. Ricordando che la legge finanziaria per il 2007 ha successivamente incrementato i limiti di valore entro i quali i contratti d’appalto con gli imprenditori agricoli possono essere stipulati in deroga alle norme vigenti: 50mila euro annuali per imprenditori singoli e 300mila per imprenditori in forma associata.
«La firma del protocollo – ha aggiunto l’assessore Taricco – è un passaggio importante che crea le condizioni per una collaborazione operativa tra Autorità di gestione del bacino del Po e il mondo agricolo, finalizzata a una gestione efficiente dell’ecosistema e della risorsa acqua. Il mondo agricolo, che opera sul territorio e ne conosce l’importanza, ha le strutture e i mezzi per poter concorrere, in un quadro economico, alla tutela ambientale, mettendo a disposizione le proprie attrezzature, capacità e potenzialità. Gli agricoltori possono effettivamente essere i primi custodi del patrimonio naturalistico e paesaggistico, da preservare e da trasmettere alle future generazioni. Penso che il protocollo che sottoscriviamo oggi rappresenti la concreta attuazione di una possibilità, che la normativa consente, di valorizzare le capacità del territorio per una salvaguardia complessiva del bene acqua e dell’intero ecosistema».
Il presidente dell’AIPO, Brunetti ha voluto precisare che il coinvolgimento delle imprese agricole in lavori di manutenzione non escluderà ovviamente dai cantieri più impegnativi le ditte specializzate. «Inizieremo – ha poi aggiunto - la sperimentazione con le imprese agricole a partire dalla provincia di Alessandria per avviare la messa a punto delle nuove procedure».
Unanime il consenso positivo manifestato dalle organizzazioni agricole che hanno sottoscritto l’intesa. Per Ezio Veggia, Confagricoltura, «ora occorre dare seguito all’accordo cercando di non perdersi nelle maglie della burocrazia», mentre Giorgio Ferrero di Coldiretti si augura che «questo accordo favorito dalla Regione Piemonte possa sensibilizzare anche altre pubbliche amministrazioni a proseguire nelle medesima direzione». Infine Ludovico Actis Perinetto di Cia ha definito l’accordo «importantissimo per le imprese agricole, che storicamente rappresentano dei presidi nella difesa del territorio».