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La boxe-danza di “Rocco” sul palco-ring di Vignale Moncalvo: ¿Hasta dónde?

: Si avvia al rush finale il “Vignale Monferrato Festival”, ideato e promosso dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, con la consulenza artistica di Gigi Cristoforetti, giunto quest’anno alla seconda edizione e che ha mostrato finora un crescente apprezzamento del pubblico. Domani, mercoledì, la kermesse prosegue a Cascina Orsolina a Moncalvo, dove va in scena ¿Hasta dónde…? e - a seguire - Caìda Libre. Dove porta l’amore? ¿Hasta dónde…? - coreografia di Sharon Fridman, musica di Luis Miguel Cobo, compagnia Sharon Fridman - è stato definito «un gioiello di intensità e sfumature. Un suggestivo intreccio di danza e musica che coinvolge e affascina». Duetto che esplora le sensazioni dalla mancanza d’amore verso il caos, sostenuto da una musica efficace e melanconica. ¿Hasta dónde…? è un duetto di danza contemporanea che si basa sulla tecnica di contatto. È una lotta tra due aspetti del nostro mondo interiore. La manipolazione che pratichiamo su noi stessi a cosa serve? Per ottenere che cosa? (Hasta Donde…?)Per quanto tempo può far soffrire noi stessi e gli altri? Per quanto tempo ti coinvolge? ¿Hasta dónde…?, dicono gli autori, «porta ai limiti della manipolazione fisica tra due corpi e, attraverso essi, ad abbattere muri. Nessuno ne esce vincitore perché l’obiettivo non è vincere ma sostenere l’altro e avere fiducia in lui». A seguire - sempre di Fridman - Caìda Libre , dove l’autore sposta la sua ricerca sul concetto di sopravvivenza. Ponendosi di fronte a un gruppo di persone s’interroga sulla sua natura, su come e cosa spinga una comunità a nascere, su come un’identità collettiva possa essere messa in crisi dal singolo ribelle ma soprattutto su cosa la tenga unita: «Da dove scaturisce la necessità di creare un supporto, fisico ed emotivo, al singolo individuo che cade e si rialza? Rialzarsi dopo essere caduti è un ciclo senza fine che si ripete ogni giorno. In gruppo è possibile trovare il senso e la libertà della propria esistenza». Lo spettacolo inizia alle 21,30, ma dalle 19.30 sarà a disposizione per i partecipanti un light-dinner a buffet. I posti sono limitati ed è opportuno prenotare (320 1532452). L’ultimo spettacolo del festival Chiude il festival lo spettacolo Rocco, con un doppio appuntamento il 14 e 15 luglio a Vignale; protagonisti i danzatori del Ballet National de Marseille e di ICKamsterdam sulle coreografie di Emio Greco e Pieter C. Scholten. I coreografi hanno scavavto nella danza e nella boxe, studiandone le somiglianze, e nello spettacolo i danzatori diventano pugili e i pugili danzatori. Sul palco nei giardini di Palazzo Callori, verrà ricreato un vero e proprio ring di box e il pubblico sarà disposto sui tre lati del “ring” stesso. La danza di Mohamed Ali Molto spesso - evidenziano le note dello spettacolo - Mohamed Ali è stato paragonato ad un danzatore, per l’agilità, la grazia e la velocità. In “Rocco” si mette in evidenza questa relazione, creando tra le due discipline un forte legame sia gestuale sia drammaturgico. Inoltre - secondo , i coreografi Emio Greco e Pieter C. Scholten - la preparazione mentale e il virtuosismo del corpo del pugile e del danzatore hanno molto in comune: la padronanza estrema del corpo e di una disciplina ferrea sono indispensabili in entrambi i casi. In “Rocco” i danzatori diventano pugili e i pugili diventano danzatori. «In un ring - dicono - gli avversari si sfidano sferrando colpi con un veloce gioco di gambe e tattiche virtuose. La tensione aumenta dopo diversi round di pesanti corpo a corpo fino al punto in cui l’altro si infuria e colpisce». La danza e la boxe Abbiamo chiesto a Emio Greco come gli sia venuto in mente di portare sul palcoscenico la boxe attraverso la danza: «Innanzitutto - ci ha raccontato - mio padre era un pugile, quindi avevo una certa familiarità con il lavoro fisico della boxe, la velocità dei movimenti dei piedi, questo continuo scambio di energia nel dare e ricevere. Questa è la stessa energia che passa nella danza, per questo ho cercato di accomunare il gesto del corpo che danza ai gesti di un corpo sportivo. Lo spettacolo è ispirato al film Rocco e i suoi fratelli, dove dedicarsi alla boxe è un modo per riscattare la propria vita. Nel mio spettacolo però non si parla di boxe, piuttosto cerco di rappresentare tutte le relazioni che nascono tra fratelli: amore, odio, amicizia, rivalità… il tutto attraverso il linguaggio fisico, suggerendo con la danza i movimenti di un boxeur, per rappresentare il confronto a due, una situazione che ti mette di fronte a un altro individuo». Come si è avvicinato alla danza? «La mia presa di coscienza con la danza la ricordo benissimo, è successo verso i 6 anni. Però nel mio paese, a Brindisi negli anni 60-70, la danza non era ancora così accessibile. Mi è rimasto un sogno che sono riuscito a riprendere solo più avanti». Conosce la nostra terra, Il Monferrato? «Conosco bene Torino, dove vengo spesso invitato dagli amici di Torinodanza ma non sono mai venuto da queste parti. Ho sempre sentito parlare fin da bambino di Vignale, era per me un luogo mitico dedicato alla danza. L’ho sempre immaginato e finalmente lo verrò a conoscere».

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Silvia Sassone

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