Piccoli Comuni in rivolta contro le decisioni della manovra finanziaria
di Chiara Cane
«Invece di abolirci dovrebbero prenderci d’esempio!». Questo il commento di molti sindaci rispetto alla manovra finanziaria emanata dal Governo ad inizio agosto che prevede, tra l’altro, all’articolo 16, la soppressione dei Comuni con meno di 1.000 abitanti. Lunedì scorso un folto gruppo di amministratori del Monferrato Casalese (tra cui Ponzano, Serralunga di Crea, Moncestino, Odalengo Grande, Villamiroglio, Gabiano, Ottiglio, Conzano, Terruggia, Pomaro, Giarole, Sala e Altavilla) si è recato a Torino per partecipare al presidio organizzato da Anci, Anpci, Uncem e Legautonomie Piemonte presso la prefettura metropolitana, con tanto di fascia tricolore. Una protesta immediata rispetto ad un provvedimento che potrebbe risolversi in una bolla di sapone, in quando, un emendamento potrebbe far ritornare il Governo sui propri passi.
Il Comune di Crea Monferrato?
In Valcerrina sono 12 su 16 i Comuni che potrebbero perdere la propria municipalità se la manovra andrà in porto, senza la considerazione dell’emendamento 14 ancora in discussione.
Alla luce dei numeri, solamente Cerrina (1520), Murisengo (1450 abitanti), Gabiano (1210) e Mombello (1110) manterrebbero la propria municipalità mentre risultano a rischio tutti gli altri: Alfiano Natta (880), Camino (808), Serralunga di Crea (588), Villadeati (525), Odalengo Grande (520), Castelletto Merli (488), Cereseto (461), Ponzano (382), Villamiroglio (350), Odalengo Piccolo (274), Moncestino (236) Solonghello (230). Vivaci le dichiarazioni dei sindaci della Valcerrina. Paolo Lavagno, sindaco di Ponzano e presidente della Comunità Collinare Valcerrina (associazione di 9 Comuni per un totale di 5568 abitanti) ha attivato un blog dove sono pubblicati alcune considerazioni quali: «Il ministro Calderoli dice che taglierà 54.000 poltrone. Peccato che gli amministratori dei 1.963 Comuni italiani sotto ai 1.000 abitanti siano solo 21.593 e che il risparmio, se tutti gli amministratori prendessero il massimo dell’indennità, sarebbe poco più di 12 milioni di euro. Se poi si considera che più del 50% degli amministratori non percepiscono il massimo del compenso o vi rinunciano, il risparmio ipotetico si ridurrebbe alla metà: meno del costo annuo di 13 deputati! Ogni cittadino paga per le piccole amministrazioni 5,47 euro l’anno: vi pare uno spreco?». Sempre Lavagno parteciperà in rappresentanza della Collinare alla manifestazione del di oggi a Roma. Considerazioni a parte, quale potrebbe essere il futuro di Ponzano? «Dall’unione di Ponzano, Serralunga di Crea e Cereseto, potrebbe nascere il Comune di Crea Monferrato. Inoltre andranno rafforzate le funzioni delle Collinari, ovvero andrà obbligatoriamente messa in comune la gestione di alcuni servizi importanti. Tra le priorità della Collinare Valcerrina, dal 1° di gennaio faremo partire la gestione associata dei tributi a tutti i livelli».
Accorpamento dei servizi
Alberto Vaccario sindaco di Solonghello e presidente della Collinare Colli e Castelli del Monferrato (associazione di 7 Comuni per un totale di 5464 abitanti) si è così espresso: «Una volta di più si ha l’impressione che vengano fatte manovre senza conoscere in profondità la realtà dei fatti. L’esigenza vera che abbiamo non è quella di ridurre le entrate, ma di ridurre drasticamente gli sprechi che causano le uscite. L’accorpamento di servizi è sicuramente un’ottima strategia per raggiungere gli obbiettivi; percorso già seguito dalle unioni collinari, il cui successo però molto spesso è minato dai continui tagli da parte dello Stato e dai campanilismi fini solo a sè stessi. La migliore gestione delle risorse è il taglio netto di privilegi e benefici di cui spesso figure che gravitano intorno alla pubblica amministrazione usufruiscono a piene mani, nonché una maggiore coscienza dei propri doveri, al pari dei propri diritti; questi sono la vera medicina per provare a risollevare le sorti di un Paese nel pieno di una crisi di sostanze ma anche di valori».
«I consiglieri sono dei volontari»
«È una vera vergogna che parlino di tagli di poltrone - ha commentato il sindaco di Odalengo Piccolo Carola Triveri - le nostre non sono comode come quelle romane. Da noi i consiglieri sono veri e propri volontari del territorio: puliscono strade, organizzano fiere, raccolgono spazzatura e mille altre attività che altrimenti nessuno farebbe. Invito un qualsiasi promotore dell’abolizione dei micro Comuni a trascorrere almeno una settimana sulla nostra poltrona, e poi ne riparleremo. Va inoltre sottolineato che la maggioranza di questi Comuni, nonostante i trasferimenti da fame, riescono ad avere una situazione contabile in attivo con dell’avanzo messo da parte , questo a dimostrazione che quando si vuole la “res publica” funziona meglio che in molti altri enti».
«Questa manovra non porta a nulla - ha aggiunto il primo cittadino di Serralunga di Crea Giancarlo Berto - serve solo a distruggere equilibri e tradizioni. I grandi tagli dovrebbero partire dall’alto e non dal basso. Da parte mia assicuro strenua battaglia per la difesa del mio amato Comune».
«L’unione fa la forza»
«Partecipare alla protesta? Solo con proposte propositive!» ha dichiarato il sindaco di Alfiano Natta Gabriella Paletti: «È da tempo che all’interno delle Collinari parliamo di associare i servizi, quelli importanti, ora mi auguro partiranno».
Va infatti ricordato che al momento le Collinari rappresentano un ente in più, ovvero un ulteriore costo di gestione oltre ai Comuni, in cui la maggior spesa di bilancio è impegnata per la gestione appunto: «Abbiamo tutti gli strumenti e siamo pronti per metterli in pratica ma lo dobbiamo fare in maniera capillare, tutti e 16 i Comuni insieme e non a macchia di leopardo». A livello di accorpamenti comunali invece, gli interessi potrebbero vertere anche sui Comuni dell’astigiano; la situazione delle Province potrebbe ridisegnare gli attuali confini. Attraverso «l’unione che fa la forza» il sindaco di Odalengo Grande Fabio Olivero auspica l’ottenimento della cancellazione «di questo ingiusto provvedimento. Siamo tutti consapevoli della necessità di razionalizzare ed accorpare i servizi ma questo, deve essere fatto per migliorare a qualità della vita dei nostri concittadini e non per sopperire ai buchi di bilancio dell’amministrazione statale. Inoltre minor burocratizzazione equivarrebbe a maggiori risparmi. Tanto per portare un esempio, recentemente abbiamo pubblicato il piano regolatore. Per questo, il legislatore ci impone l’apertura degli uffici anche la domenica. Un costo in più che si potrebbe evitare».
Un danno per il cittadino
«Chiudere Comuni come i nostri è un danno per i cittadini - ha precisato Paolo Monchietto sindaco a Villamiroglio - noi siamo Comuni virtuosi, certamente non costituiamo costi importanti per lo Stato, a Villamiroglio abbiamo un unico impiegato ed i bilanci chiudono in avanzo». Mario Tribocco, sindaco di Gabiano ritiene che «la manovra colpisce sempre i più deboli ma il problema è ineludibile e, per tanto, bisogna prepararsi per quando la proposta diventerà legge. Le battaglie sterili non sono mai utili, maggiori razionalizzazioni sono ovviamente necessarie, occorre una norma che espliciti le modalità. Il modello francese potrebbe venir preso ad esempio».
Pensiero condiviso anche dal sindaco di Murisengo Gianni Baroero che individua nelle Collinari il miglior organismo per garantire i servizi ottimizzando i costi e sgravando i Comuni pur mantenendo le diverse municipalità: «Individuare dunque nelle Collinari l’unione dei 16 Comuni della Valcerrina per attivare quanto prima le sei funzioni obbligatorie (due l’anno) previste dalla manovra». E Maria Rosa Dughera sindaco di Mombello ritiene «necessaria la realizzazione di un coordinamento centralizzato dei servizi allo scopo di migliorare e fronteggiare con maggiore tempestività e disponibilità le esigenze dei cittadini».
«Non è questo il modo di sanare il bilancio - ha concluso Ivan Cassone sindaco a Castelletto Merli - quello dei sindaci è puro volontariato».