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La rinaturazione delle aree del Po tra Camino, Pontestura, Morano e Coniolo

Intervento dell'Aipo

L’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), soggetto attuatore dell’Investimento 3.3 M2C4 del Pnrr, a poco più di tre anni dalla sottoscrizione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’Accordo operativo, ha completato gli interventi funzionali alla riduzione dell’artificialità dell’alveo di 37 km, raggiungendo così il target richiesto dal PNRR – Next Generation EU.

Il progetto nasce dalla volontà di Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, AIPo e Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto che, attraverso protocolli e intese, finalizzarono nell’estate del 2022 il “Programma di Azione della misura M2C4.3 – Investimento 3.3 “Rinaturazione dell’Area del Po”, programmando interventi di rinaturazione su 56 Aree, distribuite lungo il fiume Po, per un importo di 356 milioni di euro complessivi.

Gli obiettivi del Programma di Azione sono stati identificati nella riduzione dell’artificialità dell’alveo, con l’abbassamento e adeguamento di opere idrauliche (difese di sponda nei tratti di monte e “pennelli di navigazione” nei tratti di valle) non più coerenti con l’assetto idraulico del fiume, in attuazione della pianificazione di bacino, con la contestuale apertura di rami secondari (Interventi di carattere morfologico); forestazione e lotta alle piante alloctone invasive (Interventi di rinaturazione); opere di rafforzamento della funzionalità delle arginature (protezione del territorio).

La sicurezza idraulica

Nel progettare e realizzare le opere «sono state pienamente rispettate le condizioni di sicurezza idraulica, essendo questo un prioritario compito di istituto dell’Agenzia, mentre la linea PT ne è espressa manifestazione in quanto realizza rafforzamenti arginali contro i fenomeni di filtrazione».

Nell’attuazione dell’investimento «si sono svolti numerosi incontri e momenti di confronto con gli stakeholders, in particolare le rappresentanze del mondo agricolo e delle associazioni ambientaliste. Sulla base di quanto emerso, sono state apportate modifiche e integrazioni ai progetti inizialmente predisposti. Nel corso dei lavori sono stati promossi da AIPo incontri pubblici nel territorio».

Le attività svolte, «per la loro complessità, estensione e numerosità, hanno richiesto un intenso impegno delle strutture tecniche dell’Agenzia, così come di quelle amministrative».

I target assegnati ad AIPo, stabiliti dall’Accordo operativo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, «sono stati i seguenti: ridurre l’artificialità dell’alveo del Po per un’estensione di 13 km entro fine dicembre 2024 e per 37 km entro la fine di marzo 2026. Per tali ragioni, sono stati selezionati e approvati, rispetto all’insieme delle 56 schede (aree di intervento) indicate nel Programma di Azione, due stralci prioritari».

Il primo stralcio ha riguardato gli interventi nelle aree di Camino, Pontestura, Morano sul Po, Coniolo; Bassignana; Roccabianca, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo; Sorbolo Mezzani, Viadana; Viadana, Brescello, Boretto.

Marco Gabusi, assessore ai Trasporti e infrastrutture, Opere pubbliche e difesa del suolo, Protezione civile della Regione Piemonte, ha commentato: «Come membro del Comitato di indirizzo di AIPo, insieme agli altri assessori delle Regioni coinvolte, abbiamo seguito passo dopo passo un intervento che rappresenta molto più di un’opera pubblica: è un cambio di approccio nella gestione del fiume Po. Il raggiungimento dei target del Pnrr sulla rinaturazione, con la riduzione dell’artificialità dell’alveo per decine di chilometri, è il risultato concreto di un lavoro interregionale serio, costruito su competenze tecniche solide e su una visione condivisa».

Per il Piemonte «questo significa una cosa molto chiara: sicurezza e ambiente non sono più in contrapposizione, ma viaggiano insieme. Intervenire sul fiume in modo più naturale vuol dire ridurre i rischi, aumentare la resilienza e costruire una protezione più efficace e duratura per i territori. È questo il valore aggiunto di AIPo: mettere insieme le Regioni, superare i confini amministrativi e governare un sistema complesso come il Po con una regia unitaria. Ed è su questa linea che continueremo a lavorare».


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