Articolo »
Ieri il Consiglio comunale
Marcia indietro di Dallera: San Giorgio resta nell'Unione
A maggio aveva, invece, deciso di recedere
Dentro, poi fuori e ora di nuovo dentro. Il Comune di San Giorgio, dopo aver comunicato, a maggio, la decisione di fuoriuscire dall’Unione Collinare Terre di Vigneti e Pietra da Cantone dal 2021, ha ora optato per la revoca di quella scelta. Ieri, mercoledì, infatti, il Consiglio comunale ha deliberato di rimanere con Rosignano. Come prevedibile, si è trattato di una seduta (seppur online) concitata.
A far da sfondo alla vicenda dell’Unione, però, c’è un’altra gatta da pelare per il sindaco Pietro Dallera. A inizio novembre scorso, infatti, l’assessore Enrico Escher aveva rassegnato le sue dimissioni dalla Giunta sangiorgese, una decisione derivante «dall’impossibilità di onorare il mandato in maniera costruttiva». Al momento, il posto di assessore è ancora vacante. «Il lavoro di questa Giunta - aveva scritto Escher a Dallera - è vanificato dai suoi continui ripensamenti e dalla Sua politica del non fare. Non abbiamo mai ricevuto da lei una chiara e coerente linea politica, solo confuse proposte spesso rinnegate dopo poche ore». Riguardo l’Unione, l’ex assessore rimproverava a Dallera: «Abbiamo dedicato un anno a valutare la funzionalità dell’Unione e, una volta verificato che l’appartenenza non avrebbe portato alcun beneficio al nostro Comune, abbiamo lasciato a lei la decisione finale di uscirne. Anche in questo caso, senza alcuna oggettiva motivazione ed incurante dell’unanime voto della sua maggioranza, lei si sta adoperando per annullare questa decisione». A quelle durissime parole di Escher ha fatto riferimento, ieri in Consiglio, il capogruppo di maggioranza Gigi Cabrino che ha espresso «vicinanza e condivisione per quanto espresso nella lettera con la quale ha rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore».
In merito, invece, alla permanenza nell’Unione, il vicesindaco Massimo Lavagno non è stato da meno: «Dallera - ha spiegato Lavagno riferendosi alla decisione di maggio di fuoriuscire dall’Unione - senza ombra di dubbi affermava che la cosa giusta da fare era deliberare l’uscita dall’Unione. Oggi siamo qui per volere del sindaco a ridiscutere tale decisione, io lascio la decisione al nostro sindaco». A tale posizione, ovvero il votare favorevolmente quanto proposto da Dallera solamente per dovere istituzionale, si è associato anche il capogruppo Cabrino il quale, però, ha ribadito quanto già espresso al primo cittadino: «A giugno, dopo che tu hai detto “decida la maggioranza” e noi, non a cuor leggero, abbiamo preso la decisione di recedere dal 1° gennaio 2021; a dicembre, in “zona Cesarini”, decidi di restare senza che siano sostanzialmente cambiate le cose. Lo decidi tu e quindi per me personalmente va bene, ma se a giugno avessi detto chiaramente che non era in discussione la nostra uscita nessuno si sarebbe sognato di mettere in moto la procedura»; e ancora: «Tu continui a ripetermi che essendo un gruppo che non conosce San Giorgio dobbiamo fidarci di te - sono le parole di Cabrino al “suo” sindaco - Bene, ti rinnovo la mia fiducia ma mi chiedo perché ci hai chiamati a far parte della tua squadra. Ti invito quindi seriamente a riconsiderare il rapporto tuo con il gruppo di maggioranza fin da subito per evitare uno stillicidio di rinunce, abbandoni che si tradurrebbero in una agonia fino alla scadenza del nostro mandato quinquennale».
La permanenza nell’Unione è stata approvata con voti della minoranza, del vicesindaco Lavagno e dei consiglieri di maggioranza Cabrino e Pastorello: il resto della maggioranza si è espresso contrariamente o astenuto.
Profili monferrini
Questa settimana su "Il Monferrato"







