Un convegno con due incontri per promuovere e valorizzare la Superga - Crea
di Pier Luigi Buscaiolo
Venerdì 8 e sabato 9 aprile due giorni di convegno sul tema “Lungo il cammino della Superga Crea - Una variante della via Francigena per il pellegrino del III millennio”.
Venerdì 8 gli incontri si terranno presso la Sala Peterlin della Basilica di Superga: l’apertura dei lavori è fissata alle ore 15,30 (moderatore: Valter Giuliano, caporedattore della rivista “Alp”) e vedrà gli interventi di padre Venanzio Ramasso, priore della Basilica di Superga, Fabrizio Bertolino, Presidente del Parco della Collina Torinese, William Casoni, assessore ai Parchi e aree protette della Regione Piemonte,
Marco Balagna, assessore alla Montagna, Parchi e aree protette della Provincia di Torino,
Luigi Marinetto, assessore al Turismo della Provincia di Asti. A seguire le relazioni su “L’itinerario Superga – Crea nella rete sentieristica regionale” di Paolo Caligaris, della Direzione Economia Montana e Foreste della Regione Piemonte e di Fabio Giannetti dell’Ipla S.P.A. - Torino; “Le colline astigiane tra vigneti e abbazie. Il Progetto Europeo “Transromanica” di Marco Devecchi, presidente Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano; “Alla scoperta di un’Italia “minore” attraverso il cammino: l’esperienza del Camminaitalia” di Teresio Valsesia, del Club Alpino Italiano e ideatore ed autore del Camminaitalia; “La Via Francigena: origini, storia e sviluppo” di Massimo Tedeschi, presidente dell’associazione europea Vie Francigene;
“Il sentiero del pellegrino. L’esperienza del pellegrinaggio lungo la Via Francigena in occasione del Giubileo” di Enea Fiorentini e Piero Lanza dell’Associazione Giovane Montagna.
Sabato 9 aprile il convegno proseguirà al Santuario di Crea con l’incontro nella Sala “San Giuseppe”. Gli interventi, moderati da Marco Giorcelli, direttore de “Il Monferrato” inizieranno alle ore 9 e vedranno i saluti di mons. Francesco Mancinelli, rettore del Santuario di Crea, Gianni Calvi, presidente del Parco del Sacro Monte di Crea, Paolo Lavagno, sindaco di Ponzano, Giancarlo Berto, sindaco di Serralunga di Crea, Carola Triveri, sindaco di Odalengo Piccolo, Luigi Cravino, presidente del Lions Club Valcerrina, Carlo Massa, assessore ai Parchi e Aree Protette della Provincia di Alessandria. A seguire le relazioni “Il Club Alpino Italiano e la Via Francigena. Un incontro possibile?” di Annibale Salsa, Past President Club Alpino Italiano; “Ruolo del Cai nella manutenzione e valorizzazione della Via Francigena” di Corrado Bernardini, referente Cai per La Via Francigena e rappresentante nell’AEVF; “Un’attraente variante della Via Francigena per il pellegrino del III Millennio” di Maria Elena Bruschi, Marketing Analyst Iveco; “Presupposti e adempimenti per l’accreditamento di un percorso Francigeno” di Luca Bruschi, segretario dell’associazione europea Vie Francigene; “Il progetto del Cai Casale per il 150° di fondazione dell’associazione” di Antonio Bobba, presidente della sezione Cai di Casale Monferrato; “La fruizione del percorso con accompagnatori naturalistici” di Anna Maria Bruno della Cooperativa Ar.Tur.O. e Andrea Mantelli di Arnicatours; “La valorizzazione turistica del percorso attraverso le associazioni” di Ugo Bertana del Centro Studi per la promozione e comunicazione del territorio; “Il ruolo della Regione e degli enti locali nella valorizzazione di un percorso potenziale motore di sviluppo turistico” di Ugo Cavallera, vicepresidente della Giunta regionale del Piemonte.
Il convegno si propone due finalità: evidenziare, le potenzialità di sviluppo di un percorso Francigeno che, raggiunta Torino dalla Val di Susa, percorra, tra boschi e vigneti, la dorsale collinare da Superga a Crea, proseguendo per le colline del Monferrato, a raggiungere la piana alessandrina e proseguire per le colline dell’acquese, dell’ovadese, fino a Gavi e al ‘Appennino Ligure, per congiungersi al tratto appenninico della Via Francigena al Passo della Cisa; ottenere l’accreditamento di questo percorso, comunque di grande valore e potenzialità anche turistico - economiche, come variante della Via Francigena.
«Siamo certi che tale percorso, lungo un “Italia minore”, ricca di bellezza e sostanzialmente integra, possa rappresentare la chiave di volta per iL rilancio della via Francigena che al grande valore di raggiungere Roma, centro della cristianità, unisce la grande penalizzazione di percorrere circa 388 km attraverso una pianura estremamente antropizzata e degradata. Ovviamente per rendere fruibile tale percorso non è sufficiente il volontariato, che senza La convinta adesione degli enti locali, Regione, Province e Comuni, vedrebbe vanificato ogni suo sforzo».