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Nomi e non numeri, Libera non dimentica le vittime delle mafie

Novecento è solo un numero, incapace di fotografare la reale dimensione della tragedia che negli anni si è consumata. Per questo motivo i ragazzi di Libera, quelli del presidio casalese Totò Speranza, hanno scelto, anche loro come tanti altri gruppi in Italia, di leggere singolarmente i nomi di coloro che hanno perso la vita per mano mafiosa. «La scelta di leggerli tutti è nata - racconta don Luigi Ciotti, fondatore e faro di Libera - quando la madre di uno degli uomini della scorta di Borsellino mi chiese perché il nome del figlio non venisse mai citato...» da qui, spiega Eleonora Celoria del presidio casalese, l’esigenza di dare un nome, anzi novecento, alle persone che non ci sono più a causa di uno stile di vita malavitoso. Un messaggio semplice che anno dopo anno sembra essere in grado di superare gli ostacoli della diffidenza e dello scetticismo con la sempre crescente capacità di attirare a se i più giovani, con l’obiettivo di creare una coscienza comune forte contro ogni tipo e forma di mafia. Il ricordo a Mirabello (m.c.) - La lettura dei nomi delle vittime innocenti della mafia, che si è svolta nel tardo pomeriggio di mercoledì a Mirabello, su iniziativa del presidio “Totò Speranza” di Libera di Casale e dell’Unione Terre di Po e Colline del Monferrato, a termine di un corteo, aperto dai gonfaloni di alcuni comuni, alpini oltre che di scuola “Ten. V. Acuto” e oratorio di Mirabello, che ha portato sindaci, esponenti del Consiglio Comunale dei Bambini, autorità e cittadini da piazza Canto degli Italiani al parco giochi (riaperto nell’occasione, dopo la semina del prato) di piazza don Pino Puglisi. Il sacerdote, che per il suo impegno evangelico e sociale contro la mafia fu ucciso il 15 settembre 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, proprio nei giorni scorsi è stato affidato in adozione al Consiglio Comunale dei Bambini di Mirabello. Una manifestazione promossa nell’ambito del progetto “Genova, porta d’Europa”, al quale hanno presenziato, tra gli altri, oltre a Luca Gioanola, che ha fatto gli onori di casa, i sindaci Renata Zecchino di Giarole, Ernesto Berra di Occimiano, Andrea Serrao di Frassineto Po, Mirco Amisano di Pomaro e Mirco Capra di Borgo San Martino, oltre al comandante dei Carabinieri di Occimiano, Antonio Caputo, per il gruppo alpini di Occimiano il vice capogruppo Luigi Zanarotto il consigliere Mauro Aceto (capogruppo è il sindaco Berra, nda), Giancarlo Piacenza delle penne nere di Mirabello e Luigi Ferrando, presidente della Pro Loco. La lettura dei nomi delle vittime, aperta da Sergio Gioanola, presidente della Biblioteca di Mirabello, è stata proseguita dai componenti dei tre consigli dei Bambini dei Comuni dell’Unione, ovvero Mirabello (presieduto da Sonia Frizzarin), Occimiano (presidente Andrea Alliverti che sabato scorso con il suo gruppo ha partecipato alla Giornata della Memoria) e Giarole (Gianluca Guerra) e conclusa dal sindaco Gioanola prima dell’epilogo della manifestazione con l’intervento di Matteo Bonelli; l’esponente di Libera di Casale ha portato i saluti del coordinatore provinciale Carlo Piccini e sottolineato come non si sia trattato «solo di un rito, ma di un gesto con contenuti molto importanti, un’onda che da Genova ha raggiunto il Monferrato». A Genova anche da Occimiano (fd) - Una delegazione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e dei Bambini di Occimiano, con il presidente Andrea Alliverti, ha raggiunto sabato scorso Genova per prendere parte alla Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa dall’associazione Libera. Accompagnati dal sindaco Ernesto Berra, dal vice Emanuela Aceto e dagli assessori Mario D’Amato e Francesco Perracino, i giovani si sono uniti al corteo che ha attraversato il capoluogo ligure da piazza della Vittoria a Porto Antico dove don Luigi Ciotti ha lanciato un accorato appello a non abbassare mai la guardia nella lotta alla mafia, ricordando inoltre le vittime delle recenti alluvioni in Liguria e Sicilia, e citando il dossier di Legambiente sul cemento illegale in Italia, con il Piemonte, ahinoi, in testa alla particolare classifica. “Una giornata vissuta con semplicità - ha commentato Berra - all’insegna della democrazia partecipata. Il momento più toccante? Rimane sempre la lettura dei 900 nomi delle vittime innocenti di mafia”.

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Barbara Marini

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