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  • 03 giugno 2010
  • Casale Monferrato

Operaio casalese denunciato dalla Digos per le minacce di morte a Valentino Rossi

Tifa Ducati, odia la Yamaha e soprattutto Valentino Rossi. Al punto da minacciare di morte il pluri iridato campione pesarese della Moto GP con telefonate ai parenti di «Vale», con decine di e-mail inviate ai giornali, chiamate minatorie alle redazioni televisive (Mediaset in testa che ha l’esclusiva delle gare di motociclismo) e ai cronisti sportivi che seguono le competizioni. «Io odio Valentino Rossi e prima o poi gli pianto una pallottola in testa», è stata la minaccia più ricorrente. L’ultimo avviso di morte è di questi giorni, lanciato poco prima del gran premio del Mugello, con il preannuncio di «un’azione violenta, di morte». L’odio per Rossi si è trasformato in un’ossessione che lo ha portato a tempestare di telefonate e messaggi anche il Municipio di Tavullia, dove lavora la madre del campione: il tutto nel breve tempo di una settimana. Ma chi è il misterioso persecutore? Un operaio casalese identificato dalla Polizia che ha reso note solo le iniziali: R.R., 42 anni, che abita nella zona del Valentino. Lo hanno scovato gli agenti della Digos di Pesaro che giovedì mattina, con i colleghi della Questura di Alessandria e i poliziotti della Digos di Casale, hanno effettuato una perquisizione nell’alloggio dell’operaio, sequestrando il suo computer, un telefono cellulare e una voluminosa documentazione in parte cartacea e in parte contenuta in rete sulle imprese dell’odiato campione di motociclismo. Prove che gli inquirenti definiscono schiaccianti e che, a quanto pare, inchioderebbero senza via d’uscita l’operaio casalese. La sua è una famiglia numerosa ma tranquilla, dove tutti lavorano: ne emerge il profilo di una persona con atteggiamenti da mitomane. È accusato di minacce aggravate.

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Samuele Mezzano

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