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A Fubine
Bricherasio: grande riqualifica del parco
Un’opera ingente dal valore di due milioni di euro

Ricerca storico-archivistica, patrimonio botanico, abbattimento delle barriere architettoniche, illuminazione scenografica e innovazione multimediale/digitale al centro dei lavori del seminario svoltosi sabato 10 maggio a Fubine, in occasione dell’inaugurazione delle opere di restauro e riqualificazione del Seicentesco Parco Storico Bricherasio.
Un’opera ingente dal valore di 2milioni di euro, interamente finanziati dal PNRR nell’ambito dei “Programmi per la valorizzazione dell’identità dei luoghi: giardini e parchi storici” Bando NextGenerationUe, ai quali si sono aggiunti ulteriori 90mila euro circa di fondi ministeriali per la messa in sicurezza, il tutto, realizzato nell’arco temporale di due anni all’interno della superficie verde di circa 20mila metri quadrati, che perimetra lo storico palazzo.
“Un progetto ambizioso che ha coinvolto professionisti di altissima professionalità ed esperienza” ha apprezzato il sindaco Lino Pettazzi in apertura. Cinque i lotti funzionali realizzati con la Direzione dei Lavori e Progettazione Paesaggistica dell’architetto paesaggista Fabrizio Masarin e col coordinamento di: Margherita Roncaglio (area archeologica), Massimo Castellaro (geologica/geotecnica), Roberta Bruno (sicurezza), Marco Visconti (strutturale), Marco Rossi (RUP) e il parere della Sovrintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio.
In assenza di documentazione storica descrittiva la composizione del parco e del giardino pensile ai tempi dei Bricherasio da Cacherano (XIX e XX sec), col coordinamento della ricercatrice Paola Gullino del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Unito, si è reso necessario andare a consultare archivi e cataloghi storici con l’obiettivo di riconoscere le permanenze del tempo legate alla componente botanica e ai caratteri progettuali e compositivi della sistemazione verde.
A cura degli architetti agronomi Fulvio Pollano e Rachele Griffa sono, così, stati messa a dimora circa 25mila nuovi esemplari tra arbusti (3.495 appartenenti a 93 entità), alberi (206 appartenenti ad 82 entità), rose (53 varietà arbustive e varietà 10 rampicanti), bulbose ed erbacee. Grazie alla collaborazione con l’ibridatore Barni, nel giardino pensile sono state selezionate varietà di rose presenti ai tempi della contessa Sofia di Bricherasio, ovvero, tra il 1867 e il 1950.
L’abbattimento delle barriere architettoniche, curato dalle architette Silvia Bovone e Barbara Gandolfo, ha poi riguardato l’installazione di un ascensore a copro tripartito, che ben si integrasse col patrimonio architettonico e paesaggistico (base con reti per rampicanti mitiganti; intermedio con corten; sommità a vetri per godere del paesaggio). Inoltre, è stata sostituita la serra che fungerà anche a scopo didattico per le scuole e sono stati ridefiniti e messi in sicurezza i vialetti, mediante la posa di materiale dall’aspetto naturale e al 100% riciclabile.
Di notevole impatto l’illuminazione scenografica e tridimensionale che, curata dal lighting designer Marco Palandella, è stata studiata per il contenimento energetico e dell’inquinamento luminoso (tecnologia led), valorizzare e prolungare la fruibilità del parco, dissuadere azioni di microcriminalità (anche grazie all’impianto di videosorveglianza) e consentire ai vegetali di vivere il loro fitoperiodo in modo naturale.
Ultimo ma non ultimo elemento valorizzante è stato quello di contenuti multimediali su “Arte, Storia e Natura” curato da Antonio Testa e Manuela Raselli, con realtà aumentata e virtuale, audio-guide e di approfondimento tematico (mappatura digitale biodiversità), QrCode, sito internet, booking online e virtual tour experience per immergersi nelle quattro stagioni del parco e nei cunicoli sotterranei del palazzo. Grazie all’Intelligenza Artificiale, infine, i dipinti del Delleani (maestro di Sofia), prendono movimento trasmettendo pathos.
Valido per i crediti formativi professionali, il seminario ha contato su un uditorio di oltre 70 partecipanti tra Dottori Agronomi/Forestali e per Architetti Paesaggisti. Il Parco sarà visitabile dal martedì alla domenica.
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