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Coronavirus: al via a Casale il progetto “La cura inizia a casa”
Il percorso di cure è promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Ranica (Bg), con il contributo dalla Fondazione Buzzi ed il patrocinio della Città di Casale Monferrato
Al via a Casale Monferrato il Progetto di Monitoraggio attivo per Pazienti Covid-19 denominato “La cura inizia a casa”, promosso dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Ranica (Bg), con il contributo dalla Fondazione Buzzi e il patrocinio della Città di Casale Monferrato.
Si tratta dello studio pilota di fattibilità, su piccola scala, in aperto e a singolo braccio, di un modello di monitoraggio domiciliare avanzato, dei pazienti affetti da Covid-19, eleggibile a pazienti adulti sintomatici per patoligia simil influenzale o per polmonite, Covid19 positivi o sospetti. Lo studio durerà 6 mesi e verrà effettuato su 400 pazienti circa, riferiti all’Asl distretto di Casale Monferrato prima e, successivamente, all’area metropolitana di Torino.
“Talvolta, i casi più gravi di Covid19 sono dovuti a una particolare suscettibilità del virus ma, spesso, sono il risultato di trattamenti avviati tardivamente e con tecniche non ottimali” emerge dal quadro generale del progetto. “Allo stato attuale, intervenire precocemnte per aiutare la funzione respiratoria con le tecniche di ventilaizone non invasiva, sembra essere una delle poche possibilità per ridurre la porbabilità di aggravamento”. Tuttavia, essendo il quadro clinico da polmonite da Covid19 particolarmente subdolo, il paziente spesso non avverte tempestivamente la gravità della compromissione della prorpia funzione polmonare; parimenti, seguendo le esortazioni a non recarsi in Pronto Soccorso se non assolutamente necessario, il paziente tende a ritardare eccessivamente il ricovero, giungendo in ospedale in condizioni molto compromesse. “L’obiettivo è, dunque, quello di affiancare il Servizio Sanitario, offrendo un aiuto concreto nel garantire l’avvio di un trattamento domiciliare precoce, come un programma di counseling di igiene posturale respiratoria, oppure il trasferimento, appropriato e tempestivo, in Pronto Soccorso”.
Il team operativo, coordinato dalla fiosioterapista monferrina Antonella Colmi, è composto da 8 operatori sanitari i quali, singolarmente, si recheranno al domicilio dei pazienti individuati dall’Asl di Casale o dal Medico di Medicina Generale, per effettuare, in sequenza, la valutazione della saturimetria a riposo, il test della conta d’un fiato e il test rapido del cammino (circa 20 metri a passo sostenuto) seguito da nuova valutazione della saturimetria. In presenza di saturazione, a riposo, inferiore ai valori standard, contattato il medico curante o l’Usca, verrà disposto l’invio urgente in Pronto Soccorso; nel caso, invece, di saturazione nello standard, si procederà con gli step successivi. Se dopo la prova del cammino, la desaturazione fosse di almeno il 5%, verrà effettuata la segnalazione all’Asl per l’invio, non urgente, in Pronto Soccorso. Negli altri casi, verrà confermata la prosecuzione del monitoraggio domiciliare, sino al giorno successivo alla remissione dei sintomi. Gli operatori sanitari seguiranno tutte le fasi di vestizioni prima di entrare nelle abitazioni e dismetteranno i dispositivi di protezione individuale preso il paziente.
Il monitoraggio avanzato domiciliare sarà considerato efficace e utile se almeno l’80% dei pazienti sara stato effettivamente trasferito in Pronto Soccorso entro 24 ore dalla segnalazione; se, durante il periodo del progetto, se i pazienti afferiranno al Pronto Soccorso in condizioni meno critiche e se sarnno meno esposti al rischjio di dover ricevere trattamenti intensivi.
È sperimentatore principale del progetto Guido Bertolini del Mario Negri, mentre compongono, tra gli altri, il Comitato Scientifico: Roberto Stura (Asl AL), oltre la Colmi.
La collaborazione tra il Negri e la Fondazione Buzzi è una costante di lunga data che, per questa occasione, deroga temporaneamente al mesotelioma, per sostenere, con un finanziamento di 200 mila euro, un’altra necessità e urgenza. “Anche in questa occasione, seguendo la filosofia di famiglia, abbiamo desiderato facilitare l’avvio della sperimentazione; si tratta di un progetto pilota che ha riscontri reali in tempi brevi e sta accanto al paziente” afferma Consolata Buzzi. Oltre al patrocinio, la Città di Casale ha dato la disponibilità della sede e ha fornito 10 saturimetri necessari per svolgere l’attività domiciliare.
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