Da Casale centocinquanta ragazzi per fare festa con Papa Francesco
di Alessandro Anselmo
Anche Casale si prepara alla visita che Papa Francesco farà a Torino domenica e lunedì in occasione del bicentenario della nascita di don Bosco e dell’ostensione della Sindone.
Centocinquanta giovani casalesi parteciperanno all’evento, mentre nelle parrocchie della diocesi e del Monferrato sacerdoti e organizzatori sono al lavoro per raccogliere le ultime adesioni dei fedeli all’incontro con il Pontefice.
L’arrivo di Francesco a Torino ha creato un clima non comune di aspettativa e di entusiasmo. Basti pensare che l’appuntamento a porte chiuse fra “il Papa Monferrino” (la famiglia Bergoglio è originaria di Portacomaro d’Asti) e i suoi più stretti parenti piemontesi previsto per lunedì, ha dato vita a una sorta di gossip vaticano dietro le quinte le cui indiscrezioni si rinnovano di ora in ora. Quanti saranno i familiari? Da dove arrivano? Come sarà il cerimoniale?
L’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, pressato dai giornalisti, ha provato a dare una risposta: «Saranno presenti alcune decine di persone, i parenti più o meno stretti, cugini, nipoti e i loro congiunti». Interverranno anche amici di vecchia data. «Al pranzo - conferma una voce autorevole della curia casalese - è stato invitato da Francesco il cardinale Severino Poletto», ordinato sacerdote nel giugno 1957 a Casale, già vescovo di Asti, arcivescovo di Torino ed elevato alla porpora cardinalizia insieme a Bergoglio nel 2001 da Giovanni Paolo II.
I parenti di Papa Bergoglio:
All’appuntamento con il Papa saranno presenti i parenti di Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, luogo natale del nonno Giovanni e di Cortiglione di Robella (Comune in provincia di Asti ma inserito nella diocesi di Casale) da cui partirà una famiglia Bergoglio. «Robella ha ben ventuno abitanti con il cognome Bergoglio - dice il sindaco Giuseppe Turino - ma non sono in grado dire se, tra tutti, vi siano legami di parentela con il Santo Padre».
Il parroco della frazione Cortiglione, don Mario Devecchi, ha fatto alcune ricerche nell’archivio parrocchiale e ha scoperto che le origini del cognome Bergoglio risalgono al 1500. «È dal 2001 che Francesco manca da Bricco Marmorito - ricorda il sindaco di Portacomaro Valter Pierini - e speriamo proprio che venga a trovarci».
Sarà il vescovo di Asti, monsignor Francesco Ravinale, a portare in dono a Papa Francesco i disegni che i bambini del paese hanno fatto apposta per la sua visita a Torino.
Quello che è certo è che fra le decine di migliaia di fedeli che accoglieranno il Pontefice in piazza Vittorio Veneto, ci sarà anche un nutrito gruppo di casalesi. Dopo aver visitato la Sindone nel Duomo di San Giovanni Battista, Francesco presiederà alle 10,45 la messa concelebrata, fra gli altri, dal vescovo della nostra diocesi, mons. Alceste Catella.
Il servizio dei pullman con la Peregrinantes:
Fra le diverse iniziative previste nel casalese, un servizio pullman, organizzato dall’associazione Peregrinantes, raccoglierà i fedeli provenienti da Casale, Gabiano, Ticineto, Cavagnolo e altri Comuni, che arriveranno domenica mattina a Torino per rientrare nel pomeriggio.
Il pellegrinaggio degli oltre 150 giovani casalesi si dividerà, invece, in due gruppi. Il primo, in arrivo venerdì pomeriggio a Torino, assisterà alla messa nel santuario della Consolata presieduta dall’arcivescovo Nosiglia, mentre l’altro gruppo, guidato da don Roberto Gorgerino, sacerdote dei salesiani dell’oratorio del Valentino di Casale, si ricongiungerà con gli altri ragazzi sabato mattina per la visita alla Santa Sindone. Nel pomeriggio, i giovani visiteranno il complesso del Valdocco dove ripercorreranno gli ambienti utilizzati da don Bosco durante la vita - in particolare la stanza in cui lavorava e la cameretta dove trascorse gli ultimi giorni della sua esistenza - luoghi che nel 1929 don Filippo Rinaldi, originario di Lu Monferrato e terzo successore del santo alla guida dei Salesiani, decise di trasformare in un luogo di pellegrinaggio.
I Salesiani e mons. Novarese:
Proprio don Rinaldi è la figura che lega i salesiani a Casale e al beato della città, Luigi Novarese, “l’apostolo dei malati” (Giovanni Paolo II).
Fu infatti Rinaldi a inaugurare nel 1922 la parrocchia Sacro Cuore di Gesù al Valentino, nella quale il piccolo Luigi Novarese si recava con la mamma Teresa Sassone a pregare davanti alla statua di Maria Ausiliatrice. Ma non solo. Fu proprio a Rinaldi che Novarese si affidò, scrivendo la lettera in cui gli chiedeva di pregare, insieme ai ragazzi dell’oratorio, per la guarigione dalla tubercolosi ossea che lo aveva colpito all’età di nove anni. «Luigino Novarese - si legge nel bollettino commemorativo pubblicato nel 1996 per i cinquant’anni della parrocchia Sacro Cuore - inizierà in questa chiesa il suo cammino sacerdotale. Dopo aver pregato e chiesto la grazia per la guarigione davanti alla statua di Maria Ausiliatrice, vestirà il suo abito talare proprio in questo santuario e spiccherà il volo per i grandi orizzonti della Divina Provvidenza. Il suo nome vive in eterno nel cuore di chi soffrendo sa donare l’amore».
Venerdì sera, alle ore 21, dopo la visita ai luoghi di don Bosco, i ragazzi di Casale si riuniranno presso il Parco Dora per la veglia di preghiera in attesa di Papa Francesco, guidata da mons. Nosiglia. Dal Piemonte arriveranno oltre diecimila giovani. Il giorno successivo, dopo la messa domenicale, i ragazzi si recheranno nuovamente a Valdocco, dove Bergoglio incontrerà gli animatori degli oratori salesiani piemontesi e, alle 18, prenderanno parte alla funzione religiosa in piazza Vittorio dedicata ai giovani.
«Il pellegrinaggio che abbiamo organizzato rientra nell’ambito del Turin for young - spiega Salvina De Grandi della segreteria dell’ufficio diocesano per la pastorale giovanile di Casale - il progetto di accoglienza dei giovani che giungeranno a Torino per il bicentenario della nascita di don Bosco, l’ostensione della Sindone e la visita di Papa Francesco».
La De Grandi anticipa anche che il 2 luglio prossimo, dalle ore 10 presso l’Oratorio del Valentino, vi sarà un grande evento diocesano che vedrà la partecipazione di oltre 1600 ragazzi che si concluderà nel pomeriggio con la messa in Duomo.