Ospedale con Alessandria e Asti. Pasino, ex direttore dell’Asl di Novi, indicato come direttore generale di quel che resta dell’Asl AL
Ormai pare tutto deciso dall’alto, senza possibilità per i rappresentanti del territorio di interferire nelle scelte. Il Santo Spirito - come tutti gli altri ospedali dell’Asl AL - verrà staccato dall’Asl stessa per confluire nell’orbita di una maxi Azienda ospedaliera comprendente anche Alessandria e Asti.
Sono agli sgoccioli le trattative dei direttori generali, una delle manovre più importanti della politica di governo del Piemonte. Le nomine devono infatti essere effettuate entro il 29 dicembre, affinché possano diventare esecutive - espletando le procedure di nomina che richiedono appunto un paio di giorni - entro il 31, data in cui scadranno la maggior parte dei dirigenti attualmente alla guida delle aziende sanitarie e ospedaliere piemontesi.
In Provincia di Alessandria tra gli incarichi in scadenza vi è proprio quello dell’ASL-AL guidata da Gianpaolo Zanetta, mentre per il direttore dell’ASO Nicola Giorgione (l’azienda ospedaliera di Alessandria) il mandato scadrà a novembre 2011.
Scadenza dilazionata anche per il direttore dell’ASL vercellese, il casalese Vittorio Brignolio, che dovrebbe pertanto restare alla guida dell’azienda fino a giugno del prossimo anno.
E a pochissimi giorni dal passaggio del testimone il nome più accreditato per l’ASL alessandrina è quello di Mario Pasino, già direttore dell’ex ASL 22 di Novi, Acqui e Ovada.
Pasino, di estrazione centrista, è molto vicino a Ugo Cavallera, vicepresidente della giunta regionale per il PdL.
Per Zanetta le indiscrezioni ipotizzano invece un mandato a Novara, in virtù del fatto che - a parere di molti - ha svolto ad Alessandria un buon lavoro di mediazione, bilanciando esigenze di bilancio e bisogni, e riuscendo a restare lontano dal feroce dibattito politico sulla sede legale scaturito dagli accorpamenti delle ASL volute dalle precedente giunta guidata dal centrosinistra sotto la presidenza di Mercedes Bresso.
Vercelli, idea tramontata?
Ma per Casale le cose si complicano soprattutto in virtù della scelta della giunta regionale guidata dal leghista Roberto Cota di separare le aziende sanitarie da quelle ospedaliere, che verranno riunite molto probabilmente in sei grandi raggruppamenti, tra per le province e tre per Torino, con un numero di posti letto superiore a 2000 e in qualche caso, per Torino, anche a 3000.
Il Santo Spirito dovrebbe quasi certamente rientrare in quello che riunisce tutte le strutture ospedaliere di Alessandria e Asti.
Una prospettiva che solleva molti e fondati dubbi sul futuro ruolo dell’ospedale casalese che si troverà a fare la parte - tutto lascia presupporre - del vaso di coccio fra le ASO di due capoluoghi di provincia e con altre realtà minori come Tortona, Acqui, Valenza, Nizza che cercheranno di farsi valere in tutti i modi.
Tutto ciò in una situazione di risorse sempre più ristrette.
E se difficilmente gli accorpamenti porteranno risparmi, i più ottimisti si augurano che possano almeno favorire una maggiore collaborazione e integrazione fra le varie aziende ospedaliere diffondendo una maggiore professionalità.
Il dirigente di riferimento del Santo Spirito dovrebbe dunque diventare il direttore generale dell’Aso di Alessandria e Asti: Giorgione, che potrebbe restare in carica, è attualmente affiancato da due casalesi, il direttore sanitario Massimo Leporati e il direttore amministrativo Gianni Bonelli.
Pare invece tramontata l’ipotesi di un ambito ospedaliero Vercelli-Casale-Biella che veniva caldeggiato soprattutto dalla città vercellese ma che avrebbe potuto aprire - in via di ipotesi - qualche spazio ad un ruolo più significativo per Casale. Vercelli e Biella dovrebbero infatti finire (malvolentieri) insieme a Verbania nell’orbita di Novara.