"C'è bisogno di più Europa": conferenza del prof. Malandrino al Balbo
Nel segno della tradizione che vede il Liceo Scientifico Palli partecipare da anni con successo al Concorso "Diventiamo cittadini europei", su iniziativa della prof. Maria Luisa Nebbia, subentrata come curatrice del progetto Europa alla prof. Sorisio, si è svolta lunedì nell'aula magna dell'Istituto Superiore Balbo, alla presenza del preside Gianni Abbate, la conferenza del prof. Corrado Malandrino (docente di storia dell'integrazione europea, cattedra Jean Monnet, Università del Piemonte orientale), che ha offerto agli alunni delle quinte liceo scientifico e delle terze classico, importanti spunti di riflessione ed approfondimento per svolgere una delle due tracce proposte dal concorso indetto dalla Consulta regionale europea, edizione 2007/08.
Gli argomenti riguardano: il primo l'analisi e commento di un breve testo di Altiero Spinelli ricavato dalla sua autobiografia "Come ho tentato di diventare saggio", dove l'autorevole europeista sostiene la necessità della costruzione della Federazione europea, unica soluzione democratica per garantire pace e libertà al territorio europeo, dopo anni di guerre devastanti e dopo l'esperienza dei totalitarismi. "Militarismo e dispotismo, secondo Spinelli, (di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita), possono essere eliminati creando, appunto, una Federazione alla quale sono trasferiti quei poteri sovrani che concernono gli interessi comuni di tutti gli europei...". Il prof. Malandrino sostiene che l'Europa non può essere pensata nè come Europa dei banchieri, nè come Europa dei tecnocrati, nè può essere priva di identità e senza anima. Per unire l'Europa occorre fare appello alla solidarietà fra i popoli, occorre far maturare il senso civico di appartenenza ad un'area comune con valori condivisi; occorre volere l'Europa come meta ineludibile per ottenere la "pace perpetua" sognata da E. Kant (per cui la pace non è solo l'intervallo più o meno lungo fra guerre, ma una condizione duratura alla quale si perviene con la rinuncia, da parte degli stati nazionali, alla sovranità assoluta....). Da quando il processo di integrazione è iniziato, nel secondo dopoguerra, l'Europa non ha più avuto guerre sui suoi territori.
La seconda traccia riguarda il tema della globalizzazione che sta mettendo in crisi gli stati membri dell'U. E., in particolare erodendo sempre più le importanti conquiste del welfare state novecentesco; l'U. E., che non ha ancora completato il suo percorso di unificazione politica, è in crisi nel rispondere alle sfide che provengono dalla mondializzazione dell'economia sempre più dominata dai nuovi soggetti globali quali il WTO, il Fondo Monetario internazionale e la Banca Mondiale (la trinità globale), sempre più protagonisti della storia globale e sempre più orientati a promuovere la competitività su scala planetaria anche a scapito di tagli dolorosi alla spesa sociale. Come dovrà reagire l'Europa? Quale modello dovrà seguire? L'abbandono del welfare state sull'esempio USA o il mantenimento delle prerogative tipiche degli stati europei che, chi più chi meno, garantiscono servizi pubblici ai cittadini come scuola , sanità, pensioni, ecc....
Il prof. Malandrino, citando il ministro T. Padoa Schioppa, sottolinea che c'è "bisogno di più Europa" per cui occorre completare al più presto il percorso dell'integrazione (interrotto, nel 2005, dai no dei francesi e degli olandesi alla ratifica della Costituzione) perché "l'Europa è il luogo del malessere, ma l'unione dell'Europa è il rimedio". La cura non è che la scelta consapevole del modello federale (quello di Spinelli), quello che crea un effettivo potere di decidere e di agire a un livello superiore a quello degli stati nazionali per le materie, come ad esempio l'energia, la finanza, l'immigrazione, la difesa, che gli stati non sono più in grado di affrontare da soli.