Provincia Casale-Vercelli: per i sindaci monferrini tanta volontà ma poca sostanza
La provincia federata Casale - Vercelli? Bell’ipotesi ma al momento c’è tanta volontà ma poca sostanza. Ecco in sintesi come la pensano alcuni dei sindaci dei Comuni monferrini a cui abbiamo chiesto un giudizio su questa iniziativa.
Cominciamo da quelli più vicini alle due città. Secondo Gianfranco Bergoglio, sindaco di Balzola e presidente dell’Unione dei Comuni Tra Sture e Po «l’ipotesi della co-provincia è il tormentone politico di questa caldissima estate. Le condizioni meteo influenzano sicuramente gli umori delle persone, ma sono, nella maggior parte dei casi, passeggere. Meglio formulare enunciati e proposte importanti e fondamentali per gli assetti politico-amministrativi –economici del territorio, in condizioni meteo normali. Naturalmente un po’ di solletico c’è, ma di solo questo si tratta. Manca un serio e articolato progetto, mancano i principali interlocutori istituzionali vercellesi in quanto la Provincia è, come noto commissariata e se ne parlerà il prossimo anno, ad elezione avvenute».
Per Bergoglio «manca il peso politico e territoriale del Monferrato Casalese, diviso e ancora pervaso da campanilismi fuori luogo e da starnazzii pseudo-politici che ne determinano la debolezza e… inevitabilmente la decadenza. Non basta dire vi diamo l’ASL, la Camera di Commercio, l’Agenzia delle Entrate per rendere l’offerta appetibile al territorio Casalese. Territorio che è ancora lontano da una concreta omogeneità d’interessi e di finalità. Perché non proviamo a proporre ad Alessandria l’idea di fare una co-provincia con Casale? L’appassionata difesa del sindaco di Moncalvo di Casale Capitale del Monferrato è severo monito ed incentivo per tutti. Per quanto riguarda la seconda ASL della provincia con sede a Casale, è senz’altro un obbiettivo da perseguire. Occorre però poter presentare un buon progetto che non può non prescindere da una buona organizzazione del distretto e da un deciso miglioramento dei servizi offerti dall’ospedale S. Spirito. Prima facciamo funzionare ciò che abbiamo, poi penseremo all’ASL a Casale».
Rischio di spaccatura
Gli fa eco il sindaco di Frassineto Po, Andrea Serrao, presidente dell’Unione dei Comuni Terre di Po e Colline del Monferrato: «Si tratta più di una dichiarazione di intenti che di progetto vero e proprio. Il rischio maggiore è che ci potrebbe essere una spaccatura nel territorio: una realtà che è stata faticosamente costruita con buoni risultati come il servizio socio-assistenziale. Inoltre non vedo alcun attrito con la Provincia di Alessandria: se mai, in tempi recenti, gli scontri si sono registrati con il Comune di Alessandria. Con questo non vogliamo accantonare l’idea di provincia con Vercelli per capire quali sono i vantaggi del progetto».
E ora sentiamo cosa ne pensano i sindaci dei Comuni che si collocano tra Casale e Alessandria. Luca Gioanola primo cittadino di Mirabello: «A priori non scarto l’ipotesi di provincia federata ma sicuramente, in questo momento, non la considero una priorità per la soluzione dei problemi di questo territorio. Storicamente, e per tradizione, la nostra zona è legata all’alessandrino e rimettere tutto in gioco significherebbe provocare spaccature tra i Comuni. Inoltre non si capiscono quali sono i vantaggi del progetto: serve maggiore chiarezza per proseguire in questo percorso».
Tina Corona, sindaco di Vignale taglia corto: «Queste idee lasciano il tempo che trovano. Non sono molto d’accordo sulla provincia federata e non la vedo come opportunità per il nostro Monferrato... vedrei meglio un potenziamento dei servizi e anche dei collegamenti con il vercellese senza intraprendere un simile percorso di costituzione di una nuova provincia».
Commenti all’insegna dell’incertezza e della prudenza, opinioni che non disdegnano la ‘porta aperta’ verso Vercelli. I sindaci collinari intervistati non strizzano apertamente l’occhio ai vicini della piana, si dicono possibilisti ad uno storico passaggio di provincia purchè - lo sottolineano - ci sia sul tavolo un progetto concreto corredato di proposte fattibili. Collina, pianura: cosa ne pensano i primi cittadini?
Politicamente non fattibile
Franco Berra, sindaco di pontestura, paese confinante con Trino e la realtà vercellese, commenta: «Politicamente si tratta di una proposta non fattibile, non è facile e soprattutto non è imminente dare vita ad una provincia federata di questa natura. Pontestura è una realtà di pianura di confine, ci sentiamo anche esclusi da Alessandria, c’è un territorio di tipo diverso da quello che circonda il capoluogo, e soprattutto una realtà agricola diversa. Ma di lì a dire che un passaggio a Vercelli risolverebbe tutti i problemi, ce ne passa».
Passiamo in collina, a Coniolo dove il sindaco Giovanni Spinoglio si dice aperto a valutare ogni proposta a patto però di ponderare vantaggi e svantaggi. «Io, in questo momento, so cosa mi può offrire Alessandria ma non si può dire altrettanto per Vercelli. Quali vantaggi porterebbe una provincia federata? Per il momento si tratta solo di congetture, di parole espresse a tavolino. Non conosco cosa ne pensano realmente i cittadini vercellesi. Potrei essere interessato ma resta comunque fondamentale capire qual’è la proposta migliore per il territorio». Coniolo sta ultimando l’allestimento del museo che - precisa il sindaco - ha contatti con la pianura.
Aldo Visca, sindaco di Cerrina e consigliere provinciale, ha le idee chiare: «Le valutazioni si fanno su cose concrete, non su bozze teoriche. Si ragiona solo su proposte valide e concrete, non sui pensieri. Quali vantaggi otterrebbe Casale? Che tipo di investimenti ci sarebbero? La realtà geografica è molto variegata: alcuni comuni sono vicini a Vercelli, altri, come quelli della Valle Cerrina, sono prossimi ad Asti. Solo con una seria riorganizzazione delle province piemontesi si può pensare di dare vita ad un discorso del genere, capendo quali meritano di esistere e viceversa quelle che possono essere soppresse».