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«Noi medici di famiglia siamo da sempre in prima linea!»

La replica all'assessore regionale Antonio Saitta sull’emergenza sanitaria stagionale

«Da sempre i medici di famiglia sono in prima linea nella gestione dell’emergenza sanitaria stagionale». Così undici medici di famiglia intervengono con una lettera al giornale replicando all’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta che, in un articolo pubblicato lo scorso 26 gennaio, auspicava di affrontare e risolvere le criticità del periodo influenzale e della sanità coinvolgendo anche i medici di famiglia. Nell’articolo era stata sottolineata la necessità di trovare, all’interno del nuovo contratto di categoria, la modalità di garantire la presenza dei medici di famiglia nei momenti di emergenza.

I medici (Fariba Ahmadi, Giampiero Bertinetti, Emiliana Berto, Sergio Comoglio, Giorgio Crosio in rappresentanza anche dei medici di Trino, Maddalena Dusio, Giovanni Giorcelli, Pierluigi Lavagno in rappresentanza dei medici della Valle Cerrina, Valerio Pasolini, Gloria Perani e Giuseppe Rapetti), dicono: «Nei periodi di emergenza sanitaria stagionale anche i nostri studi, come i Pronto Soccorso, sono superaffollati con estensione dell’orario di visita che va ben oltre quello previsto e concordato con la locale Azienda Sanitaria. Questo surplus di lavoro - aggiungono i medici di famiglia - si sovrappone alla consueta attività di cure domiciliari rivolte sia ai pazienti acuti sia ai pazienti cronici con polipatologie. Riteniamo sia demagogico attribuire a negligenza dei medici di famiglia un surplus di accessi al Pronto Soccorso; facili generalizzazioni e banali luoghi comuni non aiutano a risolvere i problemi. Noi, medici di medicina generale, non ci consideriamo una ‘problematica’ ma una risorsa! Auspichiamo che ognuno si adoperi nel proprio ambito con competenza e responsabilità cercando la collaborazione con i vari operatori per migliorare un Sistema Sanitario a volte zoppicante».

«Molteplici, eterogenee e complesse sono le motivazioni dell’iperafflusso ai Pronto Soccorso; tali ragioni non possono essere esaurientemente analizzate in questo contesto. Noi medici di famiglia continueremo a farci carico dei nostri compiti e, data l’importanza del tema ‘salute e territorio’, ritenendoci parte integrante e operativa del sistema salute, ci proponiamo come parte propositiva per la risoluzione dei problemi esistenti».