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Svizzeri, inglesi e olandesi cercano casa nel Moncalvese... indipendente e con un pezzo di terra

Imu, difficoltà nell’ottenimento dei mutui e potere d’acquisto inferiore sono le variabili che generano incertezza nel settore immobiliare moncalvese, un’attività molto praticata nel territorio a cavallo fra il Casalese e l’Astigiano anche per via di una domanda cresciuta nel tempo da parte dei numerosi villeggianti, desiderosi di comprar casa sulle colline nel cuore del Monferrato. Il 2011 è rimasto pressoché stabile, rispetto all’anno precedente, nei contratti portati a termine da operatori immobiliari moncalvesi ma l’attenzione ora è tutta rivolta verso l’anno da poco iniziato. «Ciò che sorprende è la forte contraddizione fra il previsto aumento della tasse sulla casa e degli estimi catastali e l’abbassamento del potere d’acquisto: un vero controsenso» precisano alcuni esperti che lavorano sulla “piazza” moncalvese. Tutti concordi nell’accusare un calo, come dimostrano i dati del 2011, nel mercato delle prime case: «Con la difficoltà ormai evidente nel contrarre mutui, la prima casa ha risentito parecchio e si assiste ad un ritorno all’affitto o al mantenimento della residenza nelle case dei familiari, rinunciando al sogno italiano dell’abitazione propria».I pochi acquirenti che riescono nell’impresa si devono spesso accontentare di abitazioni modeste in superficie e tipologia con un valore medio che si aggira sui centomila euro. Se pur il mercato delle case di campagna accusa anch’esso un rallentamento, dovuto all’incremento dei costi di gestione degli immobili, la domanda delle seconde case resta decisamente superiore in numero e nei prezzi, quali si possono attestare anche oltre i 300 mila euro: «La richiesta è pressoché unica: un rustico o cascinale con caratteristiche di tipicità, panoramico e indipendente», affermano gli agenti immobiliari moncalvesi. I forestieri che visitano le agenzie cittadine generalmente vedono di buon occhio la presenza di terreno intorno all’abitazione, vuoi per realizzare una piscina, vuoi per diventare monferrini d’adozione con tanto di pollice verde e zappa alla mano. Non sempre però le aspettative dei nuovi acquirenti provenienti dalla città sono confermate: essere “bioacquirente” di case nel moncalvese può risultare faticoso e poco conciliante con abitudini cittadine quali “l’assenza di insetti” o la preferenza per il tacco a spillo. I tempi di trattativa si sono fatti nel tempo più lunghi e le richieste sempre più dettagliate e puntuali. Ma il territorio moncalvese e in particolare i paesi del circondario sono in grado di offrire una buona offerta e una vicinanza ai servizi di necessità, oltre ad una distanza relativamente esigua dalle autostrade e dagli snodi di comunicazione. Per questo il fascino che il Monferrato ha esercitato soprattutto sulle famiglie dell’hinterland milanese, è sensibilmente cresciuto nel tempo assicurando un buon numero di vendite. Non solo: gli stranieri, al momento ancora piuttosto timidi, fanno l’occhiolino al Monferrato e non mancano richieste abitative da parte specialmente di svizzeri, inglesi e olandesi. Ma se l’offerta aumenta e la domanda resta stazionaria, nel moncalvese il settore immobiliare può vantare un’arma contro la crisi generalizzata. In un territorio che vive di agricoltura, turismo e artigianato, dove le grandi industrie non sono mai arrivate, resta una risorsa: la terra. «La crisi? – è la domanda di una coppia che ha comprato casa nel moncalvese – non ci fa troppa paura perché in Monferrato abbiamo almeno un orto!».

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Federico Nardi

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