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Atmosfere oniriche e paesaggi sonori in musica digitale

"Threnos" è il termine greco che indica un canto triste, un lamento funebre. Il brano che i gRAEFENBERg presenteranno sabato 16 alle ore 21,30 presso la libreria «Il Labirinto» (come per tutte le altre serate, ingresso libero) sarà anche composto di suoni tristi, quasi litanie. Infatti, nonostante la formazione si occupi di una frontiera musicale, quella elettroacustica ed elettronica, che potrebbe a molti apparire avulsa e priva di radici nella contemporaneità, lo spunto e il tema trattato sono attualissimi. Alla base dell’opera ci sono registrazioni catturate con la tecnica del live recording nell’area della fabbrica Eternit casalese, ormai rasa al suolo. Una musica quella che il gruppo di Andrea Prevignano, Gianni Faluomo, Pierluigi Pugno e Guido Marchino presenterà al «Festival Bruit#01-2013», del tutto elettronica, composta e suonata unicamente con laptop e ricca di variazioni ottenute grazie a complessi software di rielaborazione. Nella stessa serata si esibirà anche Marco Bonini, il cui principale progetto musicale è Ubik. Parte del lavoro di Bonini, soprattutto l’album «Circadian Rhythm, Sleep Disorder» nasce da una disfunzione da cui è affetto l’autore stesso: l’ipnagogia, stato in cui, durante il sonno, una parte di cervello permane comunque in stato di veglia e durante la quale si avvertono distintamente suoni e rumori. La molteciplità degli strumenti Il festival però, sarà tenuto a battesimo nei locali della libreria «Il Labirinto» venerdì 15 alle 21,30 dai Luminance Ratio, Gianmaria Aprile (guitar, sitar, gukin, kaospad and effects), Andrea Ferraris (laptop, bass, effects, contact mics, electronics), Luca Mauri (guitars and pedals), Luca Sigurtà (tapes, noise, effects, pedals, contact mics). Il progetto, sfruttando la profonda intensità del suono analogico, dà vita a un concretismo musicale che produce vibranti e suggestive atmosfere. Sempre stasera, venerdì, il pubblico potrà assistere anche alla performance di Alberto Boccardi (che utilizzerà lap-top, mixer, pedali, synth, controller). Durante la ricerca, l’autore ha sperimentato la densità che viene sprigionata dagli strumenti acustici ed analogici. Cerca di ricreare paesaggi sonori emozionali lavorando con elementi minimi e concentrandosi sulla sospensione, sull’attesa e sul contrasto tra suono e silenzio. “Shema’ Ysrael” alla Sinagoga La prima edizione del festival si chiuderà poi con l’installazione sonora di musica per ambiente che Davide Held proporrà durante tutta la giornata di domenica 17 nella Sinagoga casalese. Il brano consiste in una ricomposizione delle note della preghiera ebraica “Shema’ Yisrael” attraverso la sovrapposizione, dilatazione e modulazione d’ampiezza della scala di 6 note che l’autore ha individuato nella tradizionale esecuzione della preghiera. Nella sala Carmi della Sinagoga stessa, domenica alle 15,30 sarà inoltre possibile assistere alla presentazione del libro “John Zorn. Musicista, compositore, esploratore” alla presenza dell’autore Maurizio Principato. Un’impresa (quasi) disperata Un festival che è una prova di coraggio e che gli stessi organizzatori definiscono un azzardo. Una prima edizione che è comunque riuscita a portare in città i migliori esponenti del panorama elettroacustico.

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Laura Mellina

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