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Enoteca di Vignale: lavori per tre milioni di euro, ma l'ente non ha più il direttore

Il mese di gennaio ha visto l’avvio del primo lotto dei lavori di riqualificazione e adeguamento di Palazzo Callori, un progetto che prevede una ristrutturazione mirata alla riorganizzazione degli spazi che si trovavano in uso all’interno del palazzo, rispettivamente: l’Enoteca Regionale del Monferrato con annesso ristorante e vineria-bar ed il Teatro Nuovo di Torino. Tra gli obiettivi del progetto vi è anche l’inserimento della nuova sede del Comune di Vignale Monferrato e della rifunzionalizzazione della Pro Loco. L’intervento nella sua globalità prevede dapprima gli interventi strutturali necessari per la messa in sicurezza e salvaguardia dell’intero complesso, con la realizzazione delle centrali, impianti da cui si dipartono le reti di distribuzione, e con gli interventi specifici sulle singole unità funzionali (Enoteca, Teatro e Comune); si concluderà procedendo con tutte quelle attività legate al restauro - decorazioni pittoriche, stucchi, soffitti lignei - per la conservazione e la valorizzazione del bene dal punto di vista artistico. L’esigenza di riqualificare ed adeguare il palazzo alle norme igienico-sanitarie ha portato a soluzioni mirate a rispondere a tutti i requisiti normativi, rispettando nel contempo al meglio i vincoli di salvaguardia architettonica artistica a cui è soggetto il bene nel suo complesso. Il progetto di ristrutturazione ha poi tenuto in conto le normative per favorire il superamento delle barriere architettoniche. A dirigere i lavori è l’architetto torinese Luca Moretto. Un progetto di oltre tre milioni di euro L’impresa che si è aggiudicata l’appalto del primo lotto per un importo di 3.359.775,19 di euro, è costituita da un’associazione temporanea di imprese che ha quale capogruppo la S.p.A. Abitat di Vigevano. I tempi di realizzazione dei lavori è di un anno. Ancora non appaltati il secondo e il terzo lotto che prevedono una spesa rispettivamente di euro 1.463.977,22 e di euro 1.463.146,47. Al termine dei lavori lo storico palazzo ospiterà il Municipio che andrà ad occupare l’ala nord-est: al piano terra vi saranno gli uffici aperti al pubblico con accesso laterale sul fronte est, mentre l’ufficio tecnico e gli archivi si troveranno nel piano sottotetto; l’Enoteca e il ristorante occuperanno il piano primo interrato, parte del piano terra e del piano primo ammezzato. È prevista anche la realizzazione di due uffici, al secondo livello, nell’ala sud-est, destinati alla Regione Piemonte. Franco Pagliano (nella foto a sinistra), presidente dell’Enoteca del Monferrato, esprime soddisfazione per l’inizio dei lavori di ristrutturazione, significativi sia per dimensione che per qualità, e spiega che «a breve contatteremo l’Assessorato al patrimonio e il vice presidente della Regione Piemonte, Ugo Cavallera, per capire in che direzione muoversi per il futuro». Intanto l’Enoteca Regionale del Monferrato “perde” il suo direttore, Maurizio Gily (nella foto a destra), in carica dall’ottobre del 2005, incarico conferitogli dalla Provincia di Alessandria, dal presidente Paolo Filippi e dall’allora assessore all’Agricoltura e ai Prodotti tipici Davide Sandalo. «L’Enoteca – racconta Gily - versava in una situazione drammatica: i lavori di ristrutturazione non partivano, il ristorante inagibile, un bilancio in difficoltà. La Provincia ha inteso così sostenere l’Enoteca facendosi carico del costo della direzione e sostenendola finanziariamente con contributi annuali. Ha quindi svolto un grosso ruolo per mantenere in vita l’ente». Un incarico che è giunto al suo termine naturale: «In questi anni – prosegue - ho cercato di limitare i danni, con tutte le difficoltà di dover operare con molti problemi, ad esempio in un palazzo che era senza riscaldamento. L’Enoteca ancora oggi lavora al di sotto delle proprie potenzialità, ma abbiamo raddoppiato le vendite, raggiungendo un fatturato di 40mila euro, che non è molto, ma le condizioni non permettevano di più; ci siamo inoltre impegnati nella comunicazione utilizzando il sito web e con attività di pubbliche relazioni». Una sede condivisa con il castello di Casale L’Enoteca del Monferrato oggi è solo una vetrina promozionale, ma se le si affiancheranno attività d’impresa come ristoranti e locali che fanno mescita, in collegamento con l’ente, certamente le vendite lieviteranno. Era l’auspicio che già cinque anni fa Gily aveva espresso: punto fondamentale, disse, era far rivivere il “palazzo”, reinserendo il ristorante, fonte di rendita per l’ente. Un’opinione dunque fortemente attuale, applicabile ad entrambe le sedi, grandi edifici con grandi potenzialità: Palazzo Callori di Vignale, attualmente in restauro, e il castello di Casale che ospita l’Enoteca, una partnership siglata dall’amministrazione comunale precedente e confermata dall’attuale. Sul futuro della sede casalese molto dipenderà dal Comune di Casale Monferrato, da come si intende rendere fruibile il castello stesso (assente per esempio la segnaletica), l’Enoteca a tutt’oggi è il solo punto richiamo per il turista. Della sua esperienza alla guida dell’Enoteca del Monferrato, Gily, commenta: «Credo che i produttori abbiano notato la differenza di passo: mi sono occupato di comunicazione e ho formato il personale (attualmente l’Enoteca conta un dipendente a tempo pieno e un dipendente part-time). È stata per me un’esperienza utile, un’esperienza di commercio diretto che non avevo mai fatto». Il presidente dell’Enoteca, Pagliano, si auspica di poter proseguire la collaborazione con Gily, avviando una collaborazione che dovrebbe vedere l’ex direttore impegnato nella commissione d’assaggio e per attività di comunicazione e manutenzione del sito.

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