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Emergenza

Bologna docet: «Mille alluvioni annunciate»

Il Calca: «Solo proclami e la situazione continua a ripetersi»

L’emergenza alluvionale in Emilia Romagna ancora in corso sta provocando ingentissimi danni ad abitazioni private, imprese industriali, agricole, commerciali e alle infrastrutture  con anche nove vittime  accertate.  Un casalese ha inviato alcune drammatiche immagini che ritraggono piazza Maggiore invasa dall’acqua. 

Il Calca interviene: «In Tv scorrono immagini che ci riportano alla  nostra e alle mille alluvioni avvenute negli ultimi decenni, bimbi e anziani salvati a nuoto o in gommone, persone salite sino ai tetti delle proprie abitazioni portate via dagli elicotteri, migliaia di sfollati che poi rientrando si accorgeranno dei danni irreparabili causati dalle acque con mobili, elettrodomestici, caldaie, auto, trattori, moto da rottamare, mura delle case da risanare, le cose e ricordi più cari ridotti in poltiglia e da buttare. Le solite ‘alluvioni’ di  promesse e dichiarazioni ascoltate in TV sui ristori-rimborsi che arriveranno agli alluvionati quando si sa bensissimo che vi sono ancora alluvionati, terremotati degli anni precedenti che stanno ancora aspettando i rimborsi promessi un po’ da tutti i Governi». 

Aggiunge il portavoce Massimo De Bernardi: «Ci saranno purtroppo anche ‘alluvioni’ di moduli da compilare, cavilli  e burocrazia a non finire. Dalle immagini viste in TV questa è una alluvione che costerà qualche miliardo di euro, sino ad ora abbiamo sentito  parlare solo  di ‘evento eccezionale’ , nessuno sino ad ora che parli di prevenzione, di investimenti e opere da fare per sistemare e mettere in sicurezza il territorio.

Il vortice ciclonico che questa volta ha colpito il territorio emiliano-romagnolo come ha colpito  molte volte in passato il Piemonte e la Liguria non è una novità, per mesi e mesi le televisioni ci hanno bombardato con notizie  sulla siccità e oggi si piangono le vittime e miliardi di danni per le alluvioni, solo degli sciocchi potevano pensare che non piovesse più! Più di 3 mesi fa abbiamo scritto alla Premier Meloni, ai 2 Vice Premier, al Ministro per l’Ambiente, a parlamentari della nostra zona, agli Enti preposti per la progettazione e pianificazione della sicurezza Idrogeologica del bacino del fiume Po,alla Protezione Civile, alla Regione Piemonte, Provincia di Alessandria, Prefetto, Comune chiedendo che si desse priorità alla messa in sicurezza idrogeologica anche con i fondi del PNRR visto che l’Autorità di Bacino Distrettuale del Po ha predisposto un piano dettagliato per un costo di circa 540 milioni di euro, come dichiarato dal Segretario Generale dott. Alessandro Bratti.

Il PNRR invece privilegia  la  Rinaturazione del Po: tale progetto sostenuto dalla Unione Europea grazie al Next Generation EU (NGEU) prevede un finanziamento  di ben 357 milioni di euro che verranno spesi al fine di “riattivare i processi naturali e a favorire il recupero della biodiversità del fiume Po”. Ovviamente nel nostro documento di fine gennaio 2023 abbiamo chiesto di privilegiare la messa in sicurezza idrogeologica rispetto alla ‘rinaturazione del fiume Po’  ma non ottenendo nessuna risposta dai 41 enti -ministeri-istituzioni a cui abbiamo inviato la richiesta. Ci viene spontaneo domandarci:  Quanti miliardi di danni  e purtroppo quante vittime  bisognerà ancora subire prima che il Governo  di ogni colore politico comprenda la necessità di dare priorità alla messa in sicurezza idrogeologica?». 


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Mauro Bardella

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