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Emergenza
Coronavirus: l'oncologa Grosso positiva al test del tampone: «Ho chiesto di poter seguire i malati di CoVID-19»
Tra i numerosi casi di positività da Covid-19 in provincia di Alessandria, anche all’oncologa Federica Grosso, responsabile dell’Unità Funzionale Interaziendale ASO AL – ASL AL per la diagnosi e terapia del mesotelioma, operativa presso gli Ambulatori di Casale Monferrato e di Alessandria.
Positiva tutta la sua famiglia, ma ognuno con sintomi diversi.
Il primo ad avvertire i sintomi era stato il marito, 63 enne, anche lui oncologo in Alessandria, “sano, senza patologie e sportivo” precisa la Grosso. Sottoposto a tampone, giovedì 13, era subito risultato positivo. Il giorno dopo, il tampone era stato fatto anche alla Grosso (47enne) e, a ruota, alle figlie di 11 e di 18 anni. Tutti positivi.
«Sapevo di aver visitato un paziente, poi, risultato positivo; probabilmente, anche mio marito è stato a contatto con qualcuno di positivo - commenta l’oncologa - ma non saprei dire da dove è partito il contagio. Io sono sempre stata asintomatica. Mio marito, invece, ha iniziato con febbre, brividi e dolori muscolari, per poi arrivare ad avere problemi respiratori, dissenteria e perdita dei sensi. Due giorni fa ha iniziato la terapia con Tocilizumab, il farmaco per l’artrite sperimentato al Cotugno di Napoli. Da oggi sta decisamente meglio».
«Le figlie, invece, entrambe già guaritee, hanno avuto uno stato febbrile per pochi giorni; la piccola ha avuto anche vomito e un esantema sulla cute».
Oggi (sabato 21 marzo) alla Grosso hanno effettuato un nuovo tampone. Nel caso risultasse negativo, a distanza di 24 ore ne verrà effettuato un secondo per averne conferma. Solo allora, l’oncologa potrà riprendere il lavoro.
«Non vedo l’ora di iniziare» ci confida; «sono in pena per le mie ragazze in ambulatorio; con loro, mi sento quotidianamente diverse volte; insomma, cerco di dare una mano anche da casa».
Da dove partirà non appena potrà rientrare al lavoro? «Ho chiesto di poter seguire i malati di Covid19. Meglio io che ho già avuto il Coronavirus piuttosto che altri colleghi con figli o anziani in casa».
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