Tutto Bach con Bahrami «il mago del suono» al Sociale di Valenza
di Massimiliano Francia
Sarà il pianista iraniano Ramin Bahrami, domani sera, sabato, a chiudere del Festival di cultura ebraica OyOyOy! - il festival di cultura ebraica che ha animato per anni il Casale e il territorio monferrino - avvicinando protagonisti di culture differenti nel nome dell’arte, della letteratura e dello spettacolo - con un concerto intitolato emblematicamente «The End, la festa».
Il poeta della tastiera
Il musicista iraniano - definito dalla critica «un mago del suono, un poeta della tastiera; artista straordinario che ha il coraggio di affrontare Bach su una via veramente personale» - è considerato tra i più interessanti interpreti bachiani viventi a livello internazionale; la sua ricerca interpretativa è infatti rivolta alla monumentale produzione tastieristica di Bach, che ha affrontato con il rispetto e la sensibilità cosmopolita della quale è intrisa la sua cultura e la sua formazione.
Le influenze tedesche, russe, turche e naturalmente persiane che hanno caratterizzato la sua infanzia, gli permettono di accostarsi alla musica di Bach esaltandone il senso di universalità che la caratterizza.
Tanti nomi di spicco
Barhami è una delle moltissime figure di spicco ospitate in sette anni di festival salgono alla memoria tante eminenti personalità, alcune di rinomanza mondiale tra cui - solo per ricordare alcuni nomi - Uri Caine, Natacha Atlas, Noa, Lele Luzzati, Silvio Vigliaturo, Anilda Ibrahimi, Paolo De Benedetti, Vito Mancuso, Gad Lerner, Ali Hassoun, David Grossman, Moni Ovadia, Antonella Ruggiero, Hans Kung, Inge Feltrinelli, I Fanfara Tirana, The Kletzmatics, Giora Feidman, Jonathan Kashanian, Moreno Gentili, Daniele Segre, Luciano Segre, Jonathan Kashanian, Sarah Kaminski, Nuccio Lodato, Yossi Lemel.
Senza contare gli esponenti delle comunità ebraiche italiane e gli amici delle altre comunità religiose nazionali.
Il programma del concerto
Il concerto di Bahrami si svolgerà alle 20.45 al Teatro Sociale di Valenza e sarà interamente dedicato alle composizioni di Johann Sebastian Bach.
Apre il programma la Partita n. 1 in si bemolle maggiore n. 825: un brano che dopo il preludio si sviluppa ricco di contrappunto che culmina in una fuga a tre voci.
Poi l’ultima delle Partite Bahrami (la n. 6 in mi minore n. 830). Si passa poi alle Suite inglesi (nome che fu dato postumo a queste composizioni forse perché seguivano una sequenza tipica delle composizioni inglesi) la n. 2 in la minore n. 807 una delle più lunghe delle suite composte da Bach per clavicembalo.
Ancora una suite - la n. 6 in re minore n. 811 - la più grandiosa della raccolta con una delicata «Musette» dal sapore pastorale e una Sarabanda ricca di abbellimenti.
Infine, dedicata al festival, la trasposizione dell’aria per contralto dalla «Passione secondo San Matteo» BWM 244/39, Erbarme Dich, mein Gott (Abbi pietà di me, mio Dio).
La sorpresa conclusiva
Per concludere il concerto qui, Bahrami infine ha promesso una sorpresa per il Festival, sempre legata al compositore di Eisenach.