La Cia di Alessandria ha appreso con grande disappunto e preoccupazione la decisione del Tar che ha disposto la sospensione dell’attività venatoria in tutta la Regione, compresa la caccia di selezione agli ungulati.
Il Presidente Carlo Ricagni evidenzia che «il proliferare degli ungulati, in particolar modo caprioli e cinghiali, arreca seri danni alle colture agricole e al patrimonio boschivo. E’ altresì in crescita il numero degli incidenti stradali. I risarcimenti dei danni vengono erogati con crescenti ritardi e, in molti casi, sono inferiori al danno accertato. Esiste il concreto rischio che, specialmente nelle aree collinari e montane, questa situazione sia uno degli elementi in grado di provocare l’abbandono dell’attività agricola, con risvolti rilevanti per l’economia e la conservazione del territorio. E’ quindi necessario intensificare l’attività di contenimento dei cinghiali e caprioli».
Il direttore Giuseppe Botto ricorda la petizione promossa assieme a Confagricoltura: «Il 2 agosto nella Sala del Consiglio provinciale di Alessandria abbiamo consegnato ai rappresentanti delle istituzioni la petizione, promossa dalle due associazioni, in cui si chiedono risolutivi interventi che consentano di portare il numero degli ungulati a un livello sostenibile per il territorio e il tempestivo ed integrale risarcimento dei danni arrecati alle colture. Sul documento sono state raccolte in tutto 11.312 firme».