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Iniziativa

“Fattore D: D come Donna D come Diritti... Parliamone non solo l’8 marzo”

Domenica 6 marzo dalle 16 alle 20 nel centro commerciale “La Cittadella”

Continua il percorso di sensibilizzazione sulle tematiche del mondo femminile. In occasione delle celebrazioni della “Giornata Internazionale della Donna”, Croce Rossa Italiana-Comitato di Casale Monferrato, Break The Silence Italia, me.dea e il Servizio Socio Assistenziale ASL-AL, lanciano la campagna “Fattore D: D come Donna D come Diritti ...Parliamone non solo l’8 marzo”.

L’evento si terrà domenica 6 marzo dalle 16 alle 20 nel centro commerciale “La Cittadella” di Casale Monferrato, dove le volontarie delle associazioni patrocinatrici del progetto promuoveranno un momento di incontro con la cittadinanza per parlare di pregiudizi, diritti delle donne e violenza di genere. «L’Agenda 2030 dettata dalle Nazioni Unite è il quadro di riferimento globale per affrontare a livello nazionale e internazionale le grandi sfide del pianeta. L’obiettivo 5 è dedicato alle parità di opportunità tra donne e uomini nello sviluppo economico, all’eliminazione di tutte le forme di violenza nei confronti di donne e ragazze (compresa l’abolizione dei matrimoni forzati e precoci) e all’uguaglianza di diritti a tutti i livelli di partecipazione».

Dati poco incoraggianti

I dati non sono incoraggianti: il 73% delle dimissioni volontarie sono state rassegnate da lavoratrici madri, solo il 28% delle posizioni dirigenziali nelle aziende private italiane è ricoperto da donne e il 31,5% delle donne italiane tra i 16 e i 70 anni è stata vittima di violenza. C’è ancora tanto da lavorare.

«La disparità di genere è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica e alla lotta contro la povertà. Focalizzare l’attenzione sulle contraddizioni di un sistema sociale che parla di parità e di lotta alla violenza, ma che di fatto, non trova applicazione reale e concreta, non è solo esigenza di affermazione del genere femminile, ma una necessità che coinvolge la società di un intero Paese. Punti di ascolto, località protette, progetti inclusivi, come “Io sono VIVA” dello Chef Silvia Varese, strumenti, pronti ad accogliere e sostenere che hanno il compito di dare voce e coraggio a chi, in questi momenti di fragilità, non ne ha. Donne in movimento che promuovono opportunità di rinascita a sostegno di altre donne. Messaggi potenti che non possono essere ignorati, che stanno ponendo le basi per una società libera, in grado di proteggersi da chi vuole mantenerla in logiche che hanno perso ogni tipo di significato».


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