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Interrogazione della Bargero: «Il Governo non deve sopprimere il Tribunale di Casale»

L’on. Cristina Bargero ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia in cui chiede di non sopprimere il tribunale di Casale Monferrato, sottolineando come quello di Casale Monferrato , oltre ad essere un tribunale inserito nell’elenco dei Tribunali “virtuosi”, sia impegnato nei procedimenti civili di imminente radicazione per il risarcimento dei danni da amianto anche sulla base dell'esito della nota sentenza dei Tribunale e Corte d’Appello di Torino che ha confermato la responsabilità dei proprietari di Eternit. Il Tribunale di Casale Monferrato deve oggi, infatti, rispondere alle istanze di giustizia e tutela derivanti dall'inquinamento ambientale che ha coinvolto Istituzioni, Amministrazioni pubbliche, Associazioni, territorio e cittadini. Inoltre va considerata anche la particolare orografia territoriale che riguarda i 52 comuni che compongono il circondario di Casale Monferrato, i quali, si trovano per circa il 90% in territorio collinare, dalla parte opposta della città di Casale Monferrato rispetto alle vie di collegamento verso la città di Vercelli a cui sono stati accorpati. “La decisione di accorpare il Tribunale di Casale a Vercelii, se attuata,- sottolinea l’on.Bargero comporterà infatti la necessità, per i cittadini e le imprese monferrine, di fare riferimento all’Ufficio giudiziario di Vercelli, con notevolissime difficoltà “logistiche” e di spostamento, suscettibili di incidere sull’efficienza e sulla rapidità complessiva delle attività socio- economiche del territorio- Senza contare che il riferimento amministrativo provinciale è ovviamente il capoluogo di provincia Alessandria, mentre la Città di Casale Monferrato troverebbe competenza per giurisdizione nella Città di Vercelli con le inevitabili “storture” con altri uffici dell’amministrazione dello stato e della sicurezza come Agenzie fiscali, il catasto, la direzione provinciale del lavoro, le forze dell’ordine, la questura”. Conclude poi affermando che “Si tratta quindi non di una protesta di”campanile” ma di una richiesta di confronto non per ostacolare un processo di riforma ma per renderlo effettivamente operativo ed efficiente per i cittadini e per gli operatori del settore”.

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Barbara Marini

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